Piazza Brin ha ospitato nel pomeriggio di oggi un confronto sulla sicurezza a partire da un luogo che alla Spezia è simbolo delle contraddizioni sociali e delle preoccupazioni legate alla convivenza, tra episodi di violenza e spaccio. L’occasione è stata la presentazione di Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica (Feltrinelli, 2026), scritto dall’ex capo della Polizia Franco Gabrielli insieme al giornalista Carlo Bonini. All’iniziativa, organizzata dal Partito democratico spezzino e moderata dalla giornalista Emanuela Cavallo, hanno partecipato numerose persone. Con Gabrielli sono intervenuti i segretari comunale, provinciale e regionale del Pd, Andrea Montefiori, Marco Baruzzo e Davide Natale.
Il punto di partenza indicato da Gabrielli è la necessità di superare una contrapposizione tra repressione e prevenzione. “Un modo intelligente di fare una sicurezza che raccolga la domanda dei cittadini è quello di tenere insieme il contenimento degli effetti e quindi anche l’aspetto repressivo, ma anche e soprattutto un lavoro sulle cause”, ha spiegato. Un approccio che richiede di affrontare marginalità, integrazione, malattie mentali, tossicodipendenze e fragilità sociali, senza trascurare l’impoverimento e la crescente preoccupazione delle persone. “Questa è l’unica strada se vogliamo perseguire una sicurezza che tenga insieme i diritti, le libertà”, ha concluso.
La scelta di piazza Brin è legata proprio alla complessità delle questioni che attraversano il quartiere. “Qui si sono scaricate tutte le contraddizioni della società di oggi, quindi c’è l’invecchiamento della popolazione e c’è la concentrazione dell’immigrazione, in particolare in tutta quest’area”, ha osservato Montefiori. Da qui la necessità, secondo il dirigente comunale dem, di affiancare agli strumenti repressivi interventi capaci di affrontare le cause del disagio sociale: “È una questione complessa e non si può affrontare con gli slogan”, ha sottolineato.

Baruzzo ha rivendicato la scelta di parlare di “sicurezza democratica”, intesa come un sistema che tenga insieme il rispetto delle regole, l’attenzione al sociale, alle periferie e alla vivibilità dei quartieri. Una prospettiva che, ha spiegato, deve restare ancorata alla Costituzione, senza sacrificare giustizia e diritti. il segretario provinciale ha anche respinto l’accusa secondo cui la sinistra non si occuperebbe di sicurezza: “Non è vero, noi ne parliamo, ma usiamo le nostre parole. Vogliamo parlarne a modo nostro, senza farci imporre i punti di vista e l’agenda dalla destra che di sicurezza parla tanto, ma parla e basta, perché i fatti dimostrano il contrario”.
Natale, segretario regionale e consigliere regionale Pd, ha spostato l’attenzione sulle energie già presenti nel quartiere e sulla necessità di sostenerle. Ha citato il lavoro delle associazioni cattoliche e della parrocchia, insieme alle iniziative di un gruppo numeroso di cittadini impegnati a proporre interventi per rivitalizzare piazza Brin e l’area circostante sul piano culturale, sociale, economico, commerciale e urbanistico. Un percorso che, secondo Natale, richiede una sinergia tra residenti, forze dell’ordine e amministrazione comunale, chiamata a fornire gli strumenti necessari.
Tra le richieste dei cittadini, Natale ha evidenziato soprattutto quella di ottenere risposte dopo aver presentato proposte e segnalato problemi. Ha inoltre richiamato le difficoltà economiche che impediscono a molte persone di partecipare agli eventi e alle iniziative ricreative, indicando nella creazione di luoghi di aggregazione e di crescita culturale una componente del lavoro sul quartiere.
Natale ha infine contestato l’idea che la sicurezza sia un tema esclusivo della destra. “Impedire e spingere l’idea che la sicurezza sia un fatto soltanto di destra penso che sia un po’ il leitmotiv della cosa di quest’oggi, anche perché i problemi ci sono in tutte le città, anche quelle amministrate dal centrodestra, compresa la Spezia. I dati ultimi che sono emersi sono dati che comunque devono preoccupare”. Il segretario regionale del Pd ha quindi richiamato le parole pronunciate nei giorni scorsi dal questore Salvo al termine del suo incarico: “Ha dichiarato che nella Questura sono diminuiti 55 fra i vari ruoli all’interno della Questura. Il 25% di forza all’interno della Questura, che è un dato non banale”. E ha concluso: “È la migliore risposta quando dicono che questa destra pensa alle forze dell’ordine: ci pensa per tagliare il personale”.

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