La sedicesima stagione di Fuori Luogo è pronta a partire: il primo appuntamento è fissato per questa sera con lo spettacolo “Atomica”. A presentare i dettagli del cartellone e l’apertura della rassegna è la direttrice artistica e generale Giulia Moretti, della Compagnia degli Scarti, intervistata ai microfoni di Rlv-La Radio a colori durante l’approfondimento settimanale di Info Week end.
Tracciando le linee guida di questa edizione, la direttrice definisce il percorso come un’occasione di consolidamento e continuità per il territorio: “Presentiamo al nostro pubblico una stagione che possa essere di consolidamento, fatta di spettacoli rodati e molto apprezzati nella passata stagione teatrale – come Atomica dei Muta Imago in apertura – ma anche di nuovi progetti originali come Camaleonti di Jonathan Lazzini, prodotto da Scarti, e del felice ritorno sul fronte internazionale di Werner Waas e Lea Barletti. Tornano inoltre tanti artisti amatissimi come Michela Lucenti con il Balletto Civile, Frosini e Timpano, Beatrice Schiros e Rita Frongia”.
Oltre alla programmazione della rassegna, Fuori Luogo rinnova la propria vocazione di hub culturale aperto alle sinergie internazionali e alla partecipazione attiva della cittadinanza: “Continuiamo nel solco della tradizione gettando allo stesso tempo i semi per il futuro: partiranno quest’anno progetti complessi insieme a partner internazionali, come il Théâtre du Maillon di Strasburgo. Accanto agli spettacoli trovano spazio La Scena Inclusa, incentrata su teatro e disabilità, i percorsi di critica teatrale Play the Critic, i laboratori per under 18 e le iniziative per la città, perché crediamo fermamente che il pubblico sia parte integrante dell’opera dal vivo”.
Moretti si sofferma poi sulla macchina organizzativa e sulla complessa filiera produttiva che precede l’andata in scena: “La vita di uno spettacolo comincia anni prima del debutto: serve cercare il testo, individuare gli attori, il regista e i produttori, sviluppando spesso coproduzioni con altre realtà. È un percorso lungo e condiviso che coinvolge il reparto tecnico e organizzativo; una vera e propria catena umana che si mette in moto con largo anticipo e che rappresenta l’aspetto più autentico del fare teatro”.
La direttrice ha rivolto anche un pensiero all’accoglienza della città e al legame speciale con la platea locale: “Il pubblico della Spezia è un pubblico estremamente attento e caloroso. Non lo dico solo io, ma tutte le compagnie ospiti che restano sempre piacevolmente sorprese dall’affetto che ricevono, un calore che non si misura solo con gli applausi in sala, ma con il desiderio delle persone di fermarsi all’uscita per confrontarsi, fare i complimenti o scambiare un’opinione con gli artisti”.
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