Mettere insieme competenze diverse per dare una risposta unitaria a un problema che attraversa famiglie, quartieri e generazioni. È con questo obiettivo che nasce la Rete spezzina contro le dipendenze da gioco e da sostanze, un coordinamento tra servizi sanitari, enti locali e realtà sociali attive sul territorio. L’iniziativa, presentata questa mattina nella sede di Cometa, punta a rafforzare il lavoro di prevenzione e di presa in carico, favorendo la collaborazione tra chi opera nella scuola, nella sanità e nel sociale. Al centro c’è l’idea di costruire una rete capace di intercettare prima il disagio e accompagnare in modo continuativo le persone e i nuclei familiari coinvolti. “Il tema delle dipendenze da gioco e da sostanze è oggi una vera emergenza sociale ed è fondamentale affrontarlo facendo rete dal basso, mettendo insieme associazioni, sindacato e realtà sociali del territorio. Ma serve anche un forte impegno pubblico: senza investimenti adeguati nella prevenzione e nel sostegno ai servizi, non sarà possibile dare risposte strutturali a un fenomeno che colpisce migliaia di persone e famiglie”. Alla Spezia tutti insieme in nome della stessa battaglia si muovono Acli, Arci, Anteas, Associazione Afrodite, Associazione Buon Mercato, Associazione Mondo di Holden, Associazione “No Slot”, Associazione Volontari Crescita Comunitaria Auser, Caritas Diocesana, Cgil, Cisl, Patronato Inas, Consorzio Cometa, Consorzio Campo del Vescovo, Federconsumatori, Soci Coop Liguria dal nome Coordinamento Mettiamoci in Gioco La Spezia. “Il problema del gioco è collegato a una patologia ma ha anche dimensioni economiche sociali devastanti – spiega Riccardo Tavelli del Consorzio Cometa -. Ciascuno per le esperienze che ha avuto e che è in grado di fare, ha ritenuto utile avviare una rete nella valida logica secondo cui l’unione fa la forza. Sicuramente darà risposte e sensibilizzeremo l’0pinione pubblica. Lo scopo è anche quello di coinvolgere di più le istituzioni che riteniamo debbano essere sempre più vigili perché il fenomeno è in crescita. Mettiamo in rete questi servizi in modo che le persone abbiano risposte il più complete possibili”. Tavelli ricorda un dato che dice tutto: il denaro utilizzato per il gioco d’azzardo in Liguria è pari al fondo sanitario regionale: “Questo già da un’idea della portata del problema”. L’obiettivo del coordinamento Mettiamoci in Gioco La Spezia, che si pone in continuità con il grande lavoro svolto negli anni dal Consorzio Cometa, è sviluppare iniziative pubbliche di informazione e sensibilizzazione, oltre a mettere a disposizione servizi concreti per le persone vittime di ludopatia e dipendenze da sostanze. Una particolare attenzione sarà riservata alla prevenzione a tutti i livelli, a partire dalle giovani generazioni: per questo, accanto a incontri pubblici e momenti di confronto con la cittadinanza, verranno avviati anche percorsi nelle scuole.
Presenti alla conferenza stampa i sindacati Cgil e Cisl con i due leader Luca Comiti e Antonio Carro anche nel ricordo di Don Franco Martini: “La rete, che mantiene le adesioni aperte anche ad altre realtà associative, sottolinea come la prevenzione rappresenti lo strumento più importante per contrastare la diffusione delle dipendenze, costruendo percorsi di consapevolezza, sostegno e inclusione che mettano al centro le persone e le loro famiglie. E’ una sinergia voluta da tutti noi che abbiamo messo impegno nel realizzare qualcosa che dovrebbe esser utile. Come organizzazione sindacale metteremo a disposizione un servizio legale e servizi di patronato. E’ una rete ancora in divenire, aperta e chiunque può partecipare: servirà per fare in modo che il problema sia divulgato grazie a iniziative che metteremo in campo. E’ evidente come sia un problema che sta pervadendo il mondo del lavoro”. Un occhio anche ai più giovani come ricorda Rosaria Faticato, Doriana Capelloni e Barbara Pettinati, dell’associazione No Slot: “C’è un obiettivo comune, tutto insieme lo vogliamo perseguire. Sensibilizzare in età scolare i ragazzi, si faccia prevenzione nelle scuole e con giornate slot mob”. Andrea Benedetto di Federconsumatori si concentra sui dati: “Dai report nazionali vengono fuori numeri spaventosi. Liguria è la regione del nord che spreca più soldi nel gioco d’azzardo. Siamo una regione anziana e questo è un fatto ancor più preoccupante”. Gli fanno eco Davide Fazioli, Spi Cgil e Antonio Montani, Federazione pensionati Cisl della Spezia: “I dati dicono che ad essere coinvolti in larghissima misura sono gli anziani, con l’aggravante del gioco online. Siamo di fronte molto spesso a dipendenze dai social dovute alla solitudine che coglie soprattutto i pensionati e le pensionate. Necessario un controllo pregnante rispetto al gioco online”. Gioco ma anche altri tipi di dipendenze digitali, come il far soldi con i vari strumenti propagandati, fra criptovalute, trading online e fuffa guru: “Aderiamo con i nostri centri d’ascolto della Spezia e Sarzana – dice Stefano Stratta di Caritas -. Ed effettivamente, pur non ricevendo direttamente richieste d’aiuto, vediamo che magari dietro una richiesta alimentare c’è qualcos’altro. Credo sia necessario inoltre cominciare a lavorare sul linguaggio perché l’azzardo non è un gioco ma un dramma”. Nel suo intervento Pierpaolo Rebecchi, rappresentante della realtà associativa Campo del Vescovo parla di “fattore strutturale della società. C’è un rischio collettivo, qualcosa che ormai si è inserito nel tessuto sociale. Nessun soggetto da solo può risolvere un fenomeno così complesso quindi come cooperazione mettiamo in rete competenze per progetti che devono essere sempre più implementati”. Infine Giuseppe Morra, ancora del consorzio Cometa: “Siamo arrivati al punto che il gioco online ha superato il gioco fisico. E’ un periodo cin cui assistiamo al proliferare di dipendenze di qualsiasi tipo, pensate per esempio allo shopping compulsivo, su quale ancora si è detto poco. E pensate al fatto che le dipendenze da gioco d’azzardo presentano il maggior tasso di suicidio. I gruppi sono un fattore protettivo, ecco perché bisogna creare sistemi di aggregazione sociale. E non dimentichiamoci che il vero passaggio verso una strada di guarigione per un giocatore è elaborare il lutto che tutto quel che è stato perso è stato perso e non si può più riavere. Solo allora ci sono le condizioni per agevolare la cura perché il gioco è un anestetico e una sala slot, proprio per come è concepita, ferma il tempo. Il tempo per continuare a giocare”.
Partiranno da subito alcuni servizi specifici rivolti alle persone:
Patronato Inca Cgil: sportello di consulenza previdenziale ed assistenziale, ogni ultimo venerdì del mese, dalle ore 9 alle 11, in via Bologna 9, La Spezia. Telefono: 3494363744
Federconsumatori: assistenza legale, tutti i venerdì dalle 9 alle 12, in via Fratelli Rosselli 45, La Spezia. Telefono: 0187 1858498.
Consorzio Cometa – Progetto Gioco d’Azzardo – Via Lamarmora 13 La Spezia Segreteria: 0187-713338 e Giuseppe Morra 348 8823003
Ufficio microprestito Caritas diocesana La Spezia, Sarzana, Brugnato, tel. 0187730150 via don Minzoni 64 La Spezia
Patronato INAS Cisl Via del Carmine 7 0187731990