Il futuro dell’area Enel, estesa su 72 ettari, continua a cercare la sua forma tra lavori di demolizione, progetti energetici e interessi del mondo produttivo.
Dopo la manifestazione di interesse lanciata nell’aprile 2023, che avrebbe dovuto indicare le prospettive di sviluppo dell’area, i tempi sono stati più lenti del previsto. Ma nelle ultime settimane sembrano emergere novità significative, soprattutto sul fronte delle opportunità di occupazione e di nuovi insediamenti industriali.
Leonardo e Lsct, tra gli altri, si sono fatte avanti per ottenere i 14 ettari dei due lotti messi a bando, ma parallelamente Enel sta procedendo con decisione con i progetti delle Bess, le batterie di accumulo, mentre è in fase di valutazione la realizzazione del parco fotovoltaico da 11 ettari inizialmente previsto. Qualora l’ipotesi di rinuncia ai pannelli fotovoltaici diventasse concreta, si aprirebbe la possibilità di mettere a disposizione ulteriori superfici a beneficio delle aziende, accogliendo così le richieste di più soggetti interessati.
Intanto, un capitolo importante della storia dell’area si sta chiudendo: la demolizione della ciminiera della centrale termoelettrica di Vallegrande entrerà nella fase finale a fine gennaio 2026. La ciminiera, alta 220 metri, era composta da due strutture concentriche; l’anima interna è già stata frammentata e demolita, mentre dalla fine del mese prossimo prenderà il via l’intervento sulla struttura esterna.
Le quantità di materiale smaltite o prossime a esserlo sono ingenti: circa 10mila tonnellate di calcestruzzo e 7mila tonnellate di acciaio del desolforatore. Oltre alla ciminiera, dalla centrale sono già stati rimossi quattro serbatoi di combustibile liquido con i relativi argini, alcuni sili, un magazzino e il carbonile est con i suoi macchinari. Stessa sorte per gli scaricatori di banchina sull’ex molo Enel – già destinato ad altre attività – e i nastri di trasporto del carbone.