Dup, due Spezia a confronto: per la maggioranza nove anni di risultati. Per l’opposizione ritardi, promesse e tantissima comunicazione

La discussione sul Documento unico di programmazione che è andata in scena ieri sera durante il consiglio comunale spezzino ha raccontato una città che sembra avere due facce. Per la maggioranza la delibera sul Dup è la fotografia di nove anni di lavoro: opere sbloccate, servizi potenziati, conti rimessi in ordine e una città che ha cambiato volto. Per l’opposizione è invece il catalogo di ciò che ancora non c’è, di quello che procede a rilento, degli obiettivi che continuano a essere rimandati e soprattutto di una comunicazione istituzionale che procede tra picchi di propaganda e baratri di scarsa trasparenza. La ricognizione sullo stato di attuazione del Dup è diventata un confronto tra due modi radicalmente diversi di misurare il governo della città: da una parte i risultati rivendicati dall’amministrazione, dall’altra il metro dei risultati concreti, delle scadenze rispettate e delle promesse mantenute.

A mettere il primo punto fermo è stato l’assessore al Bilancio Alberto Giarelli, presentando una ricognizione nella quale “alcuni obiettivi sono già raggiunti” mentre altri procedono secondo le rispettive fasi amministrative. Tra gli interventi citati il nuovo polo di Bragarina, le palestre del Palasport e della scuola Fontana, l’impianto natatorio ormai prossimo alla conclusione, gli interventi sociali, la digitalizzazione dei servizi e le attività legate alla candidatura della città a Capitale italiana della cultura 2027. Sul fronte ambientale e della mobilità Giarelli ha parlato dell’avanzamento delle progettazioni e dei lavori, ricordando anche le varianti resesi necessarie per la ripresa della bonifica dell’area ex Ip.

È proprio sulla distanza tra “avanzamento” e “risultato” che si è innestata la discussione. La capogruppo del Partito democratico Martina Giannetti ha contestato innanzitutto la natura stessa del monitoraggio: un documento in discussione a fine settembre ma costruito su dati fermi al 30 giugno. E soprattutto ha messo nel mirino il linguaggio utilizzato per descrivere lo stato dei programmi, spesso affidato a formule come “in corso”, “in attesa” e “in fase di valutazione”. “Il punto non è quindi verificare quali attività siano state avviate, ma quali di queste attività si siano tradotte in risultati concreti”.
Da qui la consigliera ha aperto una lunga serie di contestazioni: l’emergenza abitativa, la fascia intermedia esclusa tanto dall’edilizia popolare quanto dagli aiuti destinati alle situazioni più fragili, i cittadini presi in carico dal Comune tra gli ex assegnatari del reddito di cittadinanza, ma anche la mancata previsione di un aumento della copertura dei nidi. “È imprescindibile che l’amministrazione si ponga anche l’obiettivo di un allargamento della copertura”, ha sostenuto Giannetti.
Il capitolo della programmazione urbanistica è diventato quindi uno dei punti di maggiore frizione. Giannetti ha richiamato il Puc, ancora assente, il mancato riferimento a un Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche e la nebulosità di alcune opere. Sullo sviluppo economico ha sottolineato che il target relativo alla mappatura delle aree di interesse per nuovi investitori segna zero. Sul commercio ha chiesto conto del tanto sbandierato piano di marketing urbano e dell’incarico affidato a un esperto del settore. Infine ha puntato sul polo crematorio: un’opera che, ha ricordato, nel 2023 era indicata come operativa nel 2024 e che ora vede l’avvio della gestione fissato a maggio 2027: “31 mesi di ritardo sui quali non si sa nulla”.

Roberto Centi, capogruppo di LeAli a Spezia/Avs, ha spostato la discussione su un altro terreno, quello della comunicazione. Partendo dai numeri riportati nel Dup, ha contestato la sproporzione tra attività comunicativa e risultati raccontati: “Al 30 giugno risultavano 465 post tra Facebook e Instagram, a fronte di un obiettivo di uno al giorno per l’intero anno, 360 comunicati stampa rispetto ai 600 previsti nell’anno e 60 conferenze e punti stampa sui 90 programmati nei 12 mesi. Una cifra di questa amministrazione è comunicare tutto il comunicabile e pubblicizzare tutto il pubblicizzabile”. Il problema, secondo Centi, è che la comunicazione dovrebbe raccontare anche ciò che non funziona, ciò che è in ritardo e ciò che fatica ad arrivare a conclusione. Da qui la richiesta di un’informazione ai cittadini “in modo trasparente, neutro e non in modo autocelebrativo”.

E mentre l’opposizione legge nel Dup soprattutto le caselle ancora vuote, la maggioranza ha scelto di guardare alla casella dei risultati. Giacomo Peserico, numero uno della lista civica Spezia civica  ha rivendicato il lavoro compiuto nei nove anni di amministrazione Peracchini, ricordando che “il lavoro fatto è tanto” e che, proprio per questo, è normale che l’opposizione vada a cercare ciò che non va. Ma la sua lettura è stata soprattutto quella di una trasformazione già avvenuta: dalle fognature allo sblocco dell’ex area Ip, dal piano antenne al recupero delle mura e delle batterie storiche, fino agli interventi sul patrimonio abitativo.
Peserico ha riconosciuto che sul fronte della casa “c’è ancora da lavorare”, ma ha contrapposto alle critiche gli interventi di social housing di Bragarina e via Fontevivo e i 60 alloggi per studenti dell’ex Palazzo del Ghiaccio. E alla domanda implicita su quale sia oggi la città dopo quasi un decennio di governo ha risposto affidandosi a un giudizio esterno: “Ma noi non riconosciamo questa città, è completamente diversa da come ce la ricordavamo una volta. È una città viva, è una città piacevole”.

È proprio questa frase ad aver acceso la replica di Fabio Cenerini, dal gruppo misto di maggioranza. Il consigliere ha contestato l’idea che la trasformazione della città possa essere ricondotta interamente alla giunta Peracchini, ricordando il ruolo di amministrazioni e protagonisti precedenti, a partire dall’ex presidente dell’Autorità portuale Lorenzo Forcieri per le crociere. “Questi meriti nel cambiamento della città di cui parla il collega Peserico non credo siano un merito diretto del centrodestra”, ha affermato. Una posizione condivisa, su un piano diverso, anche da Centi, secondo il quale all’amministrazione vanno riconosciuti i meriti, ma senza attribuirle quelli “che sono dovuti alla storia di questa città”.
Cenerini ha poi rilanciato sul tema della comunicazione: “Tu non puoi comunicare per nove anni. Tu puoi comunicare per un anno, un anno e mezzo, poi devi fare”. Da qui un elenco di problemi che, nella sua lettura, raccontano una città diversa da quella descritta dalla maggioranza: trasporto pubblico, degrado, parcheggi, strade, illuminazione, periferie e rifiuti.

A difendere apertamente la linea della maggioranza è intervenuto il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Gai, secondo il quale proprio la durezza delle critiche dimostrerebbe che l’amministrazione “sta facendo il suo lavoro”. Gai ha rivendicato la continuità con il programma del sindaco e ha sostenuto che “quello che era nel progetto di questa amministrazione, bene o male si sta portando avanti”, ammettendo al tempo stesso che alcune opere abbiano subito rallentamenti.

La distanza è rimasta intatta anche nelle dichiarazioni di voto. Giannetti ha insistito sul rapporto tra centro e periferie, contestando una lettura della città che, a suo giudizio, finisce per confondere il decoro del centro con quello complessivo della Spezia. E ha nuovamente distinto le politiche abitative rivendicate dalla maggioranza dalle scelte che, secondo l’opposizione, dovrebbe compiere direttamente il Comune per governare gli effetti del turismo sul mercato degli affitti e incentivare i privati a riportare gli immobili alla destinazione abitativa. Per questo il voto dell’opposizione è stato contrario.

Alla fine la delibera è stata approvata con 18 voti favorevoli e 12 contrari. Ma più che il voto, a raccontare la seduta sono state la solita distanza tra i due schieramenti e una discussione su quale sia la Spezia da consegnare alla fine della consiliatura.

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