Donadoni: “Il mercato mi ha soddisfatto, ora serve macinare punti”

“Ci siamo allenati bene, anche se il tempo è stato un po’ inclemente. C’era la consapevolezza di aver fatto una buona gara e non aver raccolto nulla, dobbiamo incanalare questa energia per la partita di domani in cui serve una prestazione importante, più concreta”. Parla così Roberto Donadoni, alla vigilia della partita contro l’Entella, commentando la settimana di lavoro dopo il ko contro la Sampdoria. “Quando arrivi al novantesimo in una partita così se non vinci non devi perdere. È un insegnamento che ci portiamo dietro e serve quella sana cattiveria che deve venirti fuori. Devi saper interpretare bene i momenti: se non riesci ad essere superiore non devi subire l’avversario. È un peccato perché sono punti che alla fine incidono in classifica. Ma è andata così, dovremo essere bravi a fare in modo che non succeda di nuovo. È pacifico”. 

Terminato il mercato, Donadoni può lavorare con la rosa finalmente definitiva. Che ha perso in queste ore anche Verde: “Giusto ieri avevo parlato con Daniele chiedendo quale fosse il suo desiderio e ha pensato di cogliere questa occasione. Di fronte ad una scelta del giocatore non puoi che accettare. Gli auguro di trovare l’ambiente giusto che gli dia la possibilità di ripartire al meglio. Perdiamo un giocatore che per caratteristiche non abbiamo in rosa. Quello che abbiamo fatto mi soddisfa. Adesso dobbiamo chiudere il discorso mercato, avendo giocatori nuovi dobbiamo metterli tutti nella direzione giusta e stiamo facendo anche a livello individuale sedute di video per mostrare la nostra idea di gioco. Ho l’impressione di aver acquisito ragazzi molto positivi e questo farà bene all’ambiente. Ora dobbiamo ripartire e macinare punti, ne abbiamo bisogno”. 

Tre partite in una settimana in Serie B, che condizionano anche le scelte di Donadoni, che in attacco si trova corto tra l’infortunio di Lapadula e la squalifica di Vlahovic: “È arrivato Skjellerup che si è allenato solo tre volte con noi, ma è un ragazzo che ha molta voglia di far vedere di cosa è capace. Non è un giocatore in condizione di giocare 90 minuti, ma piano piano lo integreremo e vedremo il suo utilizzo. Ormai mastica un po’ di italiano e ci aiuta a fargli comprendere meglio le cose. Gli altri attaccanti stanno bene, non ci sono particolari problemi: Lapadula è in fase di recupero, come Bandinelli. Abbiamo avuto un problemino con Bellemo, una gastroenterite che non l’ha fatto allenare. Vedremo se domani potrà essere utile o se lo sarà per Bari”, prosegue. “Bonfanti sta bene, l’ho visto bene e mi è piaciuto in questi giorni. Sicuramente ci sarà alternanza tra domani e Bari, chi partirà domani magari tirerà un po’ il fiato mercoledì, ma tutti giocheranno. Beruatto nel ruolo di difensore ha fatto bene, è una bella alternativa. È chiaro che a sinistra abbiamo Aurelio e Adamo, averne un altro lì è un po’ troppo. Se uno ha la duttilità di fare 2-3 ruoli è meglio. Ieri guardavamo Atalanta-Juventus e vedevamo McKennie che fa 4-5 ruoli e dove lo metti fa sempre bene. È un colpo di fortuna, vorrei che qualcuno dei miei imparasse a fare qualcosa di diverso”.

Le immagini di Spezia-Pescara 2-1: Roberto Donadoni

 

Il tecnico torna poi sulle possibilità di schierare la squadra con un modulo differente, rimarcando il bisogno di attenzione totale fino al termine della partita per evitare di subire reti evitabili come successo a Genova: “Credo che in campo sia importante sapersi muovere nella maniera giusta. Puoi partire con un modello ma adattarti agli spazi nel corso della partita. A volte vedi una squadra che parte con un modulo ma che sviluppa in altri modi. Questo è un lavoro che passa attraverso la settimana, abbiamo giocatori che possono essere centrocampisti che in fase offensiva possono distribuirsi in maniera diversa in avanti. Dobbiamo trovare questa capacità di modularsi, rendendo difficile all’avversario il contenimento. Spesso si pensa alle difficoltà dell’avversario, invece sono dell’idea che sia meglio lavorare sulle proprie capacità e renderle più proficue”, continua. “Sul gol di Genova c’era già un precedente. La Samp aveva quattro uomini fuori dall’area, anche contandoli dovevamo renderci conto che erano troppi fuori. Poi c’è la fatalità: la respinta del portiere e altre cose, ma devi essere bravo a leggere le possibilità. E l’accortezza di un calciatore che fa quattro passi per tamponare la respinta diventa fondamentale. Sono cose che devono farti capire che in campo ci vuole qualcuno che dia indicazioni, magari anche il portiere che ha una panoramica diversa. Forse è frutto che eravamo sotto una curva rumorosa, noi in panchina urlavamo ma era difficile farsi sentire anche a 15-20 metri. In campo un giocatore con queste capacità fa la differenza”.

La squadra, in ogni caso, è carica: “Ho visto tutti sul pezzo questa settimana e mi piace. C’è una partita nella partita, c’è grande amicizia tra tutti ma poi l’allenamento determina molto anche nei duelli. E se qualcuno fa qualcosa in più diventa uno stimolo per l’altro per migliorare. Abbiamo due partite ravvicinate, dobbiamo essere bravi a distribuire le energie. È giusto sapere che tra quattro giorni si gioca, ma domani serve dare tutto quello che c’è. Poi penseremo a chi sostituirà chi a Bari, ma domani dobbiamo uscire stremati dal campo. E se non c’è questo atteggiamento il resto dei discorsi diventano superflui”. 

E l’Entella non va sottovalutato: “Non dobbiamo pensare che fuori casa siamo più deboli di quanto non siano in casa. Dobbiamo andare in campo sapendo che ci metteranno in difficoltà: ci vuole rispetto e consapevolezza nei nostri mezzi. Sarà faticoso, come giusto che sia. Abbiamo vinto da loro ma facendo tanta fatica e domani sarà lo stesso discorso. I ragionamenti statistici interessano ma fino ad un certo punto, poi serve andare in campo e pedalare”. 

 

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