Dall’incidente ai mondiali Crossfit Games adaptive, Bonanno: “La vera competizione è con me stesso”

La medaglia d’argento ai CrossFit Games 2026 categoria adaptive parla spezzino. E’ arrivata in Italia al collo di Antonio Bonanno, atleta tetraplegico che si allena presso la palestra Dna CrossFit di Migliarina con il coach Daniel Stratta. Nato a Napoli, ma trasferitosi alla Spezia quando aveva solo due anni, il tecnico elicotterista della base di Luni ha chiuso la stagione in grande ascesa avvicinando l’indiscusso campione australiano Whittaker che domina la categoria da alcuni anni. “Un risultato che mi motiva ad andare avanti e che spero sia di ispirazione per gli altri”.

Nel 2021 un incidente in moto in Litoranea gli cambia la vita. “Lesione al midollo cervicale, sono un tetraplegico incompleto – spiega -. Aver avuto in fisico forte mi ha permesso di essere ancora qua. Tra fisioterapia e recupero ho avuto la fortuna di mantenere una certa muscolatura, ma soprattutto mi ha sorretto la mia caparbietà. Le difficoltà mi hanno sempre motivato. Oggi riesco a muovere le braccia ma non ho presa alle mani. Con un laccio riesco ad alzare un peso, ma una cerniera mi mette in difficoltà. Questo un aspetto che tra l’altro è uno svantaggio anche all’interno della mia stessa categoria. Le braccia sono il mio motore e su di esse abbiamo adattato programmazione ed esercizi nei nove mesi di allenamento che mi hanno portato alla finale dello scorso luglio”.

Nel 2025 l’esordio ai CrossFit Games lo aveva già inserito tra i primi dieci a livello mondiale. “A Las Vegas avevo fatto il settimo posto da debuttante, un risultato che mi ha spinto ad alzare il livello. Ho cercato una palestra adatta alle mie caratteristiche e a furia di girare ho conosciuto Daniel”. Alla Dna Crossfit di via Lunigiana è scattata la scintilla. “Mi ha colpito subito la sua professionalità e la sua disponibilità. Tiene tanto allo sport, lo concepisce come inclusione – spiega Bonanno -. Si sedeva e provava gli esercizi prima di me. L’ambiente che ho trovato è quello di una famiglia”.




Il team italiano ai Crossfit Games 2026


 

Daniel Stratta, a 57 anni, non ha avuto paura a sua volta a formarsi. “Io stesso ho dovuto imparare ad allenare un atleta adattivo come lui – spiega il coach -, perché gli esercizi sono quelli dei normodotati ma chiaramente accordati alle caratteristiche degli atleti. Ho studiato e mi sono migliorato ed è partita quest’avventura per entrambi”. Un’avventura che li ha portati a San José in California per le finali mondiali. “L’organizzazione di questa edizione è stata fantastica – ricorda Bonanno -. Intanto c’erano tutte le categoria assieme, noi dell’adaptive insieme agli elite, ai master e ai giovani. Una grande emozione la cerimonia di apertura stile Olimpiadi, in cui abbiamo sfilato dietro il tricolore. La gara è andata bene, anche se ho avuto qualche incomprensione con un giudice di gara in un pull up (trazioni alla sbarra fino al mento, ndr). Importante ci sia uniformità nell’applicazione delle regole, perché il fattore tempo è uno di quelli che determina la classifica”.

Bonanno ha anche sperimentato l’Hyrox, altra gara fitness che si svolge su un circuito che intervalla la corsa e otto stazioni per esercizi. “Credo di essere l’unico tetraplegico con scarsa funzionalità delle mani al mondo che ha provato questa competizione. L’anno scorso mi ero qualificato per le finali, sono andato a Chicago e sono arrivato secondo. Ci tengo a sottolineare che ho bisogno di qualcuno che mi sorregga la carrozzina e mi passi gli attrezzi e io ho trovato la disponibilità di una campionessa come Camilla Massa, che voglio ringraziare. Quest’anno non sono riuscito a qualificarmi, sono arrivato diciassettesimo su quattrocento persone ma lo ritengo comunque un buon risultato”.




Antonio Bonanno ai Crossfit Games 2026


 

Tra poco ripartirà la preparazione per la prossima edizione dei CrossFit Games. A febbraio le prime selezioni in video, a seguire le semifinali, sempre da remoto con certificazione dei giudici, che aprono le porte alla finale. “Il campione in carica è Cameron Whittaker, un australiano che vince da quattro edizioni consecutive – traguarda Bonanno -. Ambisco al primo posto, non lo nego, ma innanzitutto mi pongo l’obiettivo di migliorare me stesso. Non è solo un risultato sportivo che cerco. Ne va della mia vita. Riuscire a tornare indipendente ogni giorno di più. Sono tornato a lavorare alla base elicotteri di Luni dopo due anni, un lavoro che mi rende felice oggi come mi rendeva felice prima. Faccio tutto, in maniera diversa, ma faccio tutto. Mi sveglio alle 6, mi preparo, esco di casa la mattina e torna a casa per cena come tutti gli altri. Lavoro, amici, viaggi… Se la mia storia può aiutare chi è in difficoltà come me, o magari svegliare chi si lamenta per i piccoli ostacoli della vita, ben venga. Per me sarebbe la più grande soddisfazione”.

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