Tempo di bilanci per la Polizia Postale ligure, che offre uno spaccato dei reati informatici su tutto il territorio regionale. Il dato spezzino conta almeno cento denunce, riguardanti soprattutto maggiorenni e molti over 65, circa il 20 per cento dei casi. A livello economico sono stati denunciati più di un milione di euro sottratti. I soldi sequestrati e recuperati superano di poco il 10 per cento.
Il web è un panorama sterminato e i minori possono essere facili prede sia del cyberbullismo sia della pedopornografia. Motivo per il quale la Polizia Postale, con il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Genova, coordinato da Alessandro Carmeli, lavora costantemente sulla prevenzione. Nel corso del 2025 i poliziotti sono entrati negli istituti della provincia, incontrando duemila alunni in 33 scuole. Hanno partecipato 233 professori e 130 genitori.
La prevenzione è però responsabilità di tutti e, per questo motivo, sul territorio spezzino sono stati organizzati numerosi convegni e seminari sui temi della tutela dei dati e della prevenzione dei reati online.
Pedopornografia e sextortion. Dando uno sguardo al panorama regionale, con particolare attenzione ai reati contro i minori, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Genova, con le sue articolazioni territoriali, ha indagato per pedopornografia e adescamento online oltre 30 persone, ha effettuato 33 perquisizioni e 7 arresti, nonché analizzato oltre 3.000 siti web.
La Sezione Operativa, impegnata nella tutela della persona dai reati commessi online, ha svolto un’azione che si è tradotta in 1.298 persone indagate e 245 perquisizioni, a testimonianza di un impegno operativo costante, multidisciplinare e orientato alla tutela concreta delle persone, con particolare attenzione alle diverse forme di aggressione riconducibili alle fattispecie previste dal cosiddetto “Codice Rosso”.
I fenomeni dello stalking, delle molestie online e della diffusione illecita di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, presentano una marcata connotazione di genere, colpendo prevalentemente le donne. In particolare, in Liguria il Centro Operativo ha trattato 21 casi di sextortion (di cui 18 uomini e 3 minori) e oltre 30 casi di diffusione non consensuale di immagini e/o video intimi.
Falso trading online, smishing e altre truffe. Rafforzato nel 2025 il contrasto alle minacce economico-finanziarie, con lo sviluppo di competenze specifiche sull’analisi dei flussi, sui cripto-asset e sulle frodi digitali. L’impiego dell’intelligenza artificiale, in particolare attraverso l’uso dei deepfake, ha reso i tentativi di truffa ai danni dei cittadini sempre più sofisticati, rendendo necessaria l’introduzione di una nuova e specifica fattispecie di reato. Il cybercrime economico-finanziario resta centrale, con 27.085 casi trattati e 4.489 persone indagate.
I principali fenomeni criminosi osservati riguardano campagne di phishing, anche nelle varianti del cosiddetto vishing e smishing, ai danni di persone fisiche, PMI e grandi società, oltre alle frodi basate sulle tecniche di social engineering, con particolare riferimento alla cosiddetta BEC fraud, facilitata anche dall’aumento delle comunicazioni commerciali a distanza e dall’uso della rete nelle transazioni. In forte espansione il fenomeno delle truffe attuate tramite proposte di investimenti di capitali online, il cosiddetto falso trading online.
Nel corso dell’anno appena concluso il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Liguria, in tale ambito, ha trattato 935 casi e denunciato 155 persone. Solo nella provincia di Genova sono stati trattati oltre 600 casi di truffe e frodi informatiche, con 67 persone denunciate.
Nel contesto investigativo, elemento di interesse è costituito dal sempre più frequente ricorso alle criptovalute, le cui transazioni, registrate attraverso sistemi di blockchain, si caratterizzano per una maggiore difficoltà di tracciamento e per la conseguente necessità di impiegare professionalità con elevati livelli di competenza.
Accanto al contrasto dei reati contro i cittadini, in Liguria l’attività della Polizia Postale si è concentrata anche sulla protezione delle infrastrutture critiche, con particolare attenzione a Comuni, Aziende sanitarie e aziende che erogano servizi essenziali. Numerosi gli attacchi informatici, in particolare di tipo DDoS, affrontati dal Nucleo Operativo per la Sicurezza Cibernetica regionale in raccordo con il CNAIPIC, spesso mirati a compromettere servizi pubblici online, trasporti e logistica. Tra le situazioni più complesse gestite figura anche il recente attacco informatico alla ASL di Genova, in uno scenario in cui alle tradizionali minacce criminali si affianca sempre più frequentemente l’azione di gruppi cybercriminali riconducibili a contesti state-sponsored.
Sul fronte del cyberterrorismo, nel 2025 è proseguita l’attività di prevenzione attraverso il monitoraggio del web e delle dinamiche di radicalizzazione online. In Liguria la sezione Cyberterrorismo del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica ha monitorato oltre 40 mila spazi virtuali, nell’ambito di un’azione costante di contrasto alle minacce ibride con possibili ricadute sulla sicurezza interna.