L’Italia manderà almeno un’unità navale della Marina Militare nei pressi di Cipro, oggetto negli scorsi giorni di un attacco missilistico da parte dell’Iran. Lo ha annunciato il ministro della difesa Guido Crosetto durante l’audizione al Parlamento di giovedì 5 febbraio. Il ministro cita il comma 7 dell’articolo 42 del Trattato dell’Unione Europea che introduce una clausola di difesa reciproca tra Paesi UE come base normativa. La decisione è stata condivisa con Francia, Spagna, Germania e Regno Unito durante la riunione in videoconferenza del Gruppo E5 di mercoledì.
“Abbiamo deciso di dare un segnale verso Cipro e quindi probabilmente le porteremo un aiuto di sicurezza – ha illustrato Crosetto -. E’ un momento molto difficile di cui dobbiamo avere consapevolezza. Questo il motivo per cui con Spagna, Francia e Olanda manderemo degli assetti navali a protezione di Cipro”. Ancora da individuare l’unità che fornirà la copertura da eventuali attacchi aerei. Tra quelle con capacità di protezione aerea c’è anche il Duilio, nave di bandiera della prima divisione navale.
Inoltre l’Italia fornirà un sistema di difesa antiaerea Samp/T a uno degli emirati del Golfo. “Alcuni partner strategici hanno chiesto il sostegno dell’Italia per rafforzare la difesa aerea dagli attacchi dell’Iran. Abbiamo aderito a queste richieste”, spiegava in precedenza il ministro degli esteri Antonio Tajani sottolineando che “l’Italia non è in guerra con nessuno e non sarà in guerra con nessuno”.
“Dobbiamo rivalutare complessivamente i nostri assetti in quell’area e rispondere alle richieste di aiuti dei Paesi amici”, ha illustrato Crosetto dopo aver elencato gli spostamenti dei militari italiani – 2.576 effettivi – presente nel Golfo Persico e negli altri territori a cui il conflitto, scatenato da Stati Uniti e Israele, si è allargato. Dal Kuwait oltre duecento soldati sono in movimento verso l’Arabia Saudita, lo stesso dal Qatar e dal Bahrein dove vi erano cinque militari nella base Usa attaccata negli scorsi giorni. In Libano “siamo pronti a fare fronte a qualsiasi esigenza – ha aggiunto Crosetto – anche intervenendo con un dispositivo navale nel caso ci fosse necessità di evacuare civili”. Da Erbil sono tornati 102 militari e 75 si sono spostati in Giordania. Trasferiti anche aerei ed elicotteri.
L’Alto rappresentante per la politica estera Kaja Kallas ha inoltre confermato e prolungato la missione Aspides nel Mar Rosso, per cui l’Italia schiare al momento la fregata Rizzo sostituendo nave Marceglia, rientrata alla Spezia a metà febbraio. Opera invece nella zona del Corno d’Africa, nell’ambito della missione Atalanta, la fregata Bianchi. “Valuteremo se aumentare il nostro impegno – ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani -. Il Golfo è un’area cruciale per il nostro export, tra Suez e Mar Rosso passa il 40% del nostro commercio. La stella polare della nostra politica è la de-escalation”.