“La crescente difficoltà abitativa che colpisce lavoratori, giovani, studenti, donne e persone separate conferma una situazione che il Sunia segnala da anni. La recente denuncia del settore della cantieristica e del turismo sulla mancanza di alloggi per i lavoratori dimostra che la crescita industriale non può avanzare se la città non garantisce case accessibili, servizi adeguati e mobilità efficiente”. A lanciare l’allarme è Franco Bravo, segretario regionale del Sunia, che individua nell’emergenza abitativa uno dei possibili ostacoli allo sviluppo del territorio spezzino.
“La cantieristica e la metalmeccanica sono pilastri dell’economia provinciale. Leonardo conta circa 1.800 dipendenti, Fincantieri oltre 600 dipendenti e mediamente 2.500 lavoratori giornalieri dell’indotto. Siamo di fronte a una crescita produttiva che corre più veloce della capacità del territorio di offrire alloggi sostenibili. Quando un lavoratore deve percorrere decine di chilometri con un trasporto pubblico non efficiente o affrontare affitti insostenibili, la crescita diventa zoppa”, sottolinea Bravo.
“La crisi colpisce anche pensionati, persone separate, giovani e studenti, dipendenti del pubblico impiego penalizzati da un mercato immobiliare poco regolato, dove è difficile trovare casa e dove gli affitti ormai sono fuori controllo. È positivo il nuovo studentato della Fondazione Carispezia, ma avvertiamo: non bastano interventi episodici, serve una strategia strutturale”, prosegue il segretario regionale del Sunia.
Da qui la proposta del sindacato: “Il Sunia propone un piano straordinario per la casa: più edilizia pubblica e sociale, riutilizzo del patrimonio esistente, rigenerazione urbana, trasporti efficienti verso le aree industriali, monitoraggio del Prefetto e un impegno congiunto di Comune, Regione, imprese e Fondazione”.
Nel quadro tracciato da Bravo c’è anche il tema degli affitti brevi. “Preoccupano anche gli affitti brevi, in forte aumento, che sottraggono alloggi alla residenza stabile e spingono i canoni verso l’alto. È paradossale che i lavoratori del turismo siano i primi a non trovare casa. Servono quindi regole che consentano di tutelare la residenza stabile e di evitare che una parte crescente del patrimonio abitativo venga sottratta al mercato degli affitti destinati a chi vive e lavora sul territorio”.
“La Spezia deve restare una città attrattiva, ma anche un luogo dove chi lavora possa vivere con dignità. La Spezia non può essere una città che produce ricchezza senza redistribuirla in forma di diritti. Il primo di questi è il diritto alla casa”, conclude Bravo: “Come sindacato siamo pronti a collaborare, ma anche a incalzare. Perché senza casa non c’è lavoro stabile, senza lavoro stabile non c’è sviluppo, e senza sviluppo non c’è futuro per la nostra comunità”.

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