Dieci anni di attività, cento mostre ed eventi, oltre duemila visitatori che hanno lasciato la loro firma sul libro degli ospiti: il 26 giugno alle 21 il Cantiere della memoria del paese di Le Grazie, il museo del mare più piccolo d’Italia e centro di ricerca e diffusione di memorie marinaresche, festeggia il primo decennale e i risultati ottenuti con una festa in calata alle Grazie di Porto Venere e a bordo della goletta Oloferne, ammiraglia dell’associazione La Nave di Carta. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Porto Venere. Animata da una performance di video curati da Roberto Celi di Obiettivo Spezia e musica, la festa chiama a raccolta tutti coloro che in questo decennio hanno contribuito a scrivere le memorie di mare raccolte dal Cantiere. Fondato da Corrado Ricci e Jole Rosa il piccolo museo ha aperto i battenti il 26 giugno 2016 in un fondo che affaccia sul porto antico del paese. Il nucleo iniziale del progetto è una selezione di attrezzi di maestri d’ascia e calafati raccolti negli anni da Pietro Ricci, carpentiere navale e custode di memorie scomparso nel 2020.
Esposti su pannelli in un allestimento curato da Gigi Roveda intitolato La danza degli attrezzi, gli antichi strumenti di lavoro hanno dato il via a un percorso di ricerca e di diffusione della cultura del mare e della marineria che negli anni ha consentito di riportare alla luce e all’attenzione del pubblico decine e decine di storie. Dalle vicende di emigrazione dei pescatori di San Benedetto del Tronto arrivati in Tirreno, alle imprese del Destriero in Atlantico, dalla spedizione del dirigibile Italia ai moderni navigatori solitari, dalle prime azioni ambientaliste nel golfo della Spezia alle biografie di barche e uomini di mare, famosi come il comandante Agostino Straulino o sconosciuti come i soccorritori dell’equipaggio della nave Margaret naufragata davanti alla Spezia. “Tutto nasce dal ritrovamento di un manoscritto del 1876 dove il bisnonno Giuseppe Rosa aveva scritto i suoi appunti di maestro d’ascia. Una piccolissima storia che parlava però di antichi saperi che rischiavano di andare perduti -. spiega Corrado Ricci. “In un tempo in cui tutto si consuma velocemente abbiamo sentito la necessità di dare una casa alle memorie di mare del territorio spezzino e navigando di ricordo in ricordo ci siamo resi conto che le memorie marinare non hanno confini, le nostre partono dalle Grazie ma sono arrivate in Georgia con la Margaret, in Croazia con Straulino, in Atlantico con i navigatori solitari. Cerchiamo e conserviamo storie per tramandarle alle nuove generazioni perché possano emozionarsi e conoscere le loro radici marinare”.
Dal 2018 il Cantiere della Memoria è uno dei progetti permanenti dell’associazione di vela solidale La Nave di Carta aps che proprio in quell’anno ha realizzato il Museo Navigante, iniziativa itinerante per la valorizzazione della rete dei musei del mare e della marineria d’Italia. Nel 2023 il Cantiere è diventato multimediale, interattivo e partecipato grazie a un progetto finanziato dal Mibact che ha visto al lavoro quaranta ragazzi dell’IIS Capellini-Sauro che sotto la guida di Giorgio Pagani di Sfelab, società di allestimenti museali, hanno realizzato una audio guida e i pannelli sonori che fanno, letteralmente, parlare gli attrezzi consentendo ai visitatori di capire come nasce una barca in legno. Ha anche il promosso il recupero di piccole imbarcazioni storiche, come Nella, decana del palio del Golfo, con progetti che sono diventati percorsi di inclusione sociale e integrazione di persone migranti grazie alla collaborazione con la Caritas della Spezia, il Cisita e il cantiere Valdettaro.
Piccolo museo, grandi storie è lo slogan che da sempre accompagna le attività del Cantiere della Memoria che affronta i prossimi dieci anni ripartendo da Garibaldi, l’Eroe dei due mondi passato dal Varignano delle Grazie sarà raccontato con parole e immagini da giovani perché la filosofia che anima questo luogo di memorie è che “la tradizione non è conservare le ceneri ma tenere vivo il fuoco”.
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