Cinque Terre, il progetto Stonewallsforlife supera la verifica europea: recuperati i muri a secco contro il rischio climatico

Si è conclusa con esito positivo la visita di monitoraggio dell’Autorità di gestione del Programma LIFE (CINEA) al Parco Nazionale delle Cinque Terre, dove dal 2019 è attivo il progetto Stonewallsforlife dedicato al recupero e alla manutenzione dei muri a secco per rafforzare la resilienza del territorio ai cambiamenti climatici. Nel corso delle giornate del 6 e 7 maggio i partner del progetto – il Parco Nazionale delle Cinque Terre, Università di Genova attraverso il DISTAV, Fondazione Manarola, Legambiente e la Diputació de Barcelona – hanno illustrato al referente europeo lo stato di avanzamento delle attività e i risultati raggiunti. “Dopo una prima giornata focalizzata sull’analisi della documentazione amministrativa e tecnica prodotta dai partner di progetto, le attività sono proseguite il secondo giorno attraverso sopralluoghi mirati sul sito pilota dell’anfiteatro di Manarola e nei siti di replicazione, come Corniglia”, racconta Emanuele Raso. “Abbiamo svolto una ricognizione tecnica nei lotti interessati dagli interventi di ricostruzione dei muri a secco e presso le stazioni multiparametriche installate dal DISTAV dell’Università di Genova – continua Raso. – È stata l’occasione per evidenziare l’approccio multilivello che ha caratterizzato questo percorso: dalla formazione dei manutentori del territorio alla ricostruzione dei muri a secco con tecniche innovative, fino alla sperimentazione di sensori all’avanguardia per la quantificazione dei parametri fisici del suolo e della stabilità dei manufatti ricostruiti. Le operazioni agronomiche di messa a dimora di nuove piante di vite e la realizzazione dei primi interventi di replicazione a Corniglia e Tramonti rappresentano la chiusura del cerchio delle attività progettuali”.

Tra i risultati più significativi del progetto figura anche la realizzazione del Piano di adattamento climatico del Parco, considerato uno strumento innovativo nel panorama delle aree protette italiane. “In questi ultimi due anni e mezzo sono andate a compimento le azioni più importanti del progetto – dichiara Stefano Bigliazzi, per Legambiente – tra queste c’è la redazione del Piano di adattamento del Parco, che attraverso un approccio scientifico fornirà strumenti e strategie per mitigare gli impatti del cambiamento climatico e rappresenta un’assoluta novità nel panorama delle aree protette italiane. L’obiettivo – conclude Bigliazzi – è che possa diventare un modello di riferimento per altri parchi e aree protette”. Soddisfazione viene espressa anche dal presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Lorenzo Viviani, che sottolinea il valore territoriale, ambientale ed economico dell’iniziativa. “Ogni giorno, scendendo verso l’ufficio, mi trovo davanti all’anfiteatro terrazzato di Manarola. In questi mesi, grazie a Stonewallsforlife, ho visto ricomporsi passo dopo passo il disegno delle fasce sostenute dai muri a secco. Quando ho assunto la presidenza, il progetto era già avviato, ma ne ho colto subito il valore: affrontare una sfida globale come la crisi climatica con azioni concrete radicate nel territorio. Qui la risposta prende forma nel recupero dei terrazzamenti, nella cura del paesaggio e nella capacità di un sapere antico di dialogare con la ricerca scientifica. Lo studio sulla resilienza dei muri a secco e la formazione sulle tecniche costruttive rendono questo patrimonio non solo tutelato, ma anche replicabile. Allo stesso tempo, il recupero e la restituzione dei terreni ai produttori contribuiscono a riattivare una parte importante della vita economica e sociale delle Cinque Terre. In Europa, Stonewallsforlife ha raccontato le Cinque Terre come esempio di una comunità capace di adattarsi a condizioni complesse trasformandole in valore. Per questo desidero ringraziare tutti i partner che hanno contribuito al progetto, mettendo insieme competenze scientifiche, tecniche e territoriali”.

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