Cinque Terre, bilancio di Pasqua tra gestione dei flussi e nuove strategie. Viviani: “La chiave è la pianificazione”

Il ponte di Pasqua si chiude confermando le Cinque Terre come meta di richiamo internazionale, nonostante le incertezze dello scenario globale. Se l’affluenza resta alta, la sfida del Parco si sposta ora sulla qualità dell’accoglienza e sulla convivenza tra visitatori e comunità locali. Una stabilità che passa attraverso misure consolidate come il senso unico sui sentieri, interpretato non più soltanto come norma di sicurezza per i soccorsi, ma come strumento per restituire vivibilità ai percorsi più stretti ed evitare imbottigliamenti.

“È fondamentale garantire un’esperienza completa affinché chi viene nel Parco non resti deluso, rispettando al contempo le comunità locali”, spiega il presidente Lorenzo Viviani. “I sensi unici sono una misura ormai recepita dal territorio: permettono di vivere meglio il sentiero, senza quegli imbottigliamenti che creano difficoltà su percorsi meravigliosi ma molto stretti. È una scelta che garantisce anche la sicurezza, consentendo al Soccorso Alpino di intervenire velocemente in caso di necessità”.

L’Ente punta a riprendere il controllo del racconto del territorio, superando una narrazione spesso lasciata in secondo piano sull’onda del successo. “Dobbiamo tornare a essere padroni della narrazione delle Cinque Terre e lo facciamo attraverso le nostre strutture certificate”, prosegue il presidente. “I dati indicano un aumento delle card vendute per più giorni: sono turisti che pernottano nel territorio e scelgono strutture fidelizzate con noi. In questi contesti la sostenibilità è concreta: si evita il monouso, la marmellata si consuma dal barattolo anziché dalle singole porzioni e si utilizzano prodotti Ecolabel. Si fa bene all’ambiente a livello generale, persino in quello che si scarica nei condotti fognari”.

La gestione dei flussi resta la priorità per puntare a quello che Viviani definisce un “turismo rigenerativo”, capace di non usurare il territorio ma di sostenerlo. “Dobbiamo analizzare i dati per pianificare le prossime sfide, dai ponti primaverili alla stagione estiva”, sottolinea il presidente. “Abbiamo degli interlocutori precisi, i grandi tour operator, con cui stiamo lavorando attraverso la fase 3 della Carta Europea del Turismo Sostenibile (Cets). L’obiettivo è pianificare insieme i grandi gruppi per evitare quegli imbuti che danneggiano il territorio. Chi arriva a Manarola e trova un tunnel impraticabile per la troppa folla, porterà con sé un’immagine negativa in giro per il mondo. La criticità si risolve solo con la pianificazione”.

Un turismo gestito con rigore rappresenta infatti la risorsa primaria per la manutenzione del paesaggio fragile. “Il passaggio dei turisti è ciò che ci permette di finanziare il ripristino dei muri a secco, dare fondi all’agricoltura e sostenere servizi essenziali come la polizia locale e le pubbliche assistenze”, conclude Viviani. “Serve massima serietà per evitare messaggi sbagliati all’esterno: il momento dell’accoglienza non deve limitarsi alla consegna di una chiave, ma deve rappresentare il racconto di un’esperienza autentica all’interno delle Cinque Terre”.

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