Il centrodestra spezzino rompe gli indugi e avvia il percorso che porterà alle prossime elezioni amministrative, in programma tra poco più di un anno. Venerdì scorso si è tenuto un primo vertice di maggioranza che ha riunito i rappresentanti dei partiti – Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – insieme al sindaco Pierluigi Peracchini, ad Andrea Costa e all’assessore regionale Giacomo Giampedrone, in rappresentanza dell’area civica.
Un incontro interlocutorio, utile soprattutto a fare il punto sul lavoro svolto e a impostare le strategie future, ma che segna di fatto l’inizio della programmazione della campagna elettorale. L’obiettivo condiviso è duplice: da un lato valorizzare i risultati raggiunti negli anni di governo, dall’altro iniziare a costruire il percorso che porterà all’individuazione del candidato sindaco.
Sul nodo della successione, in questa fase, il baricentro resta saldamente nelle mani del primo cittadino. Peracchini avrebbe tracciato un identikit chiaro: una figura civica, possibilmente femminile, in grado di raccogliere l’eredità amministrativa e mantenere compatta la coalizione. Una linea sulla quale, almeno in linea di principio, si registra la convergenza di tutti i presenti, anche se i partiti hanno già fatto sapere che al momento della scelta vorranno avere un ruolo non secondario.
Il tema del rapporto tra civismo e forze politiche resta infatti centrale. Se da un lato il civismo è stato riconosciuto come elemento decisivo nelle ultime vittorie elettorali, dall’altro i partiti rivendicano il peso del proprio bacino elettorale, considerato la base strutturale del consenso.
Nel corso della riunione è stata inoltre condivisa la necessità di avviare una fase incisiva di comunicazione politica, puntando sulla promozione dei risultati ottenuti – dalla crescita del turismo e della blue economy agli interventi sull’edilizia scolastica, fino ai dossier Enel ed ex area Ip – e sull’annuncio dei progetti ancora in cantiere.
Non sono mancate, tuttavia, alcune cautele da parte dell’area civica, che teme di essere marginalizzata in caso di iniziative caratterizzate dalla presenza di esponenti nazionali dei partiti. Un timore a cui le forze politiche locali hanno risposto assicurando la volontà di preservare il ruolo e il peso del civismo, chiamato comunque a ridefinire i propri equilibri interni, soprattutto nel caso in cui, come sembra assai probabile, non si aprissero spiragli per un eventuale terzo mandato di Peracchini.
Il vertice si è chiuso senza che venissero collocati nomi ufficiali sul tavolo. I civici, però, fanno filtrare di avere già le idee chiare. Il tempo per arrivare a una sintesi condivisa non manca, ma il percorso è ormai tracciato: il centrodestra spezzino è entrato a pieno titolo nella fase delle grandi manovre.