Casa e lavoro sempre più lontani: “Il caro mobilità pesa su famiglie e imprese”

L’emergenza abitativa e il crescente costo della mobilità stanno modificando profondamente le scelte di famiglie, lavoratori e imprese. Sempre più persone sono costrette ad allontanarsi dai centri urbani per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, ma il risparmio sull’affitto viene spesso eroso dall’aumento delle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro. È quanto emerge da una analisi della CNA sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro. L’indagine evidenzia come il crescente divario tra luoghi di residenza e luoghi di lavoro stia generando un nuovo costo fisso per milioni di famiglie e stia incidendo sulla competitività delle imprese.



Davide Mazzola


Una famiglia che sceglie di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone di locazione può arrivare a sostenere oltre 2.000 euro annui aggiuntivi tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre spese di mobilità. In questo modo oltre la metà del beneficio ottenuto sull’affitto rischia di essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro. “La situazione è ancora più pesante per gli artigiani e le piccole imprese che operano quotidianamente sul territorio -. spiega il presidente della Cna spezzina Davide Mazzola -. Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti non si limitano a raggiungere il luogo di lavoro: il lavoro stesso si svolge in movimento, tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza. Secondo le elaborazioni dell’indagine nazionale di Cna, un serramentista percorre mediamente circa 20mila chilometri all’anno sostenendo costi di mobilità che possono superare i 4.500 euro per veicolo. Per un elettricista che opera quotidianamente sul territorio la spesa annua sale a circa 5.600 euro, mentre per termoidraulici e manutentori, che percorrono mediamente 30mila chilometri l’anno, il conto può raggiungere i 6.700 euro. La situazione più onerosa riguarda gli installatori di impianti che, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, arrivano a percorrere fino a 35mila chilometri l’anno. Per queste imprese il costo della mobilità può sfiorare gli 8mila euro annui per ciascun veicolo operativo”.




Assemblea Cna


“Un tema che tocca anche la nostra provincia dove crescono per residenti i comuni vicini al capoluogo, data anche la problematica di trovare immobili in città a causa del caro affitti e dell’aumento delle locazioni turistiche. Oltre a questo aspetto spostarsi tra la riviera, la Val di Vara e la Val di Magra per lavoro comporta costi a cui le imprese fanno sempre più attenzione. Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti – conclude Mazzola – servono risposte coordinate. Oltre alle politiche abitative sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture e per alzare quantità e qualità dell’offerta di trasporto pubblico locale, altro tasto dolente nel nostro territorio soprattutto per quel che riguarda la mobilità extraurbana”.




Cna La Spezia


E naturalmente il fenomeno assume dimensioni diverse a seconda dei territori. Nelle grandi aree metropolitane il trasferimento nella cintura urbana continua a garantire un vantaggio economico significativo, ma molto inferiore a quello che appare a prima vista. A Milano, ad esempio, un nucleo familiare può risparmiare mediamente circa 5.400 euro l’anno sul canone di locazione scegliendo un’abitazione fuori città, ma oltre 2.300 euro vengono assorbiti dai maggiori costi di mobilità. Il beneficio reale si riduce così a poco più di 3.000 euro annui. Nelle città medie il quadro è ancora più critico. A Bari, Napoli, Perugia e Ancona il risparmio sull’affitto viene assorbito per oltre due terzi dalle spese di mobilità.

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