Carta del turismo sostenibile: il Parco nazionale delle Cinque Terre ottiene il punteggio massimo per la gestione dei flussi

Il Parco nazionale delle Cinque Terre ha ottenuto il rinnovo della Carta europea per il turismo sostenibile nelle aree protette (Cets) per il periodo 2026-2030. La decisione è stata assunta all’unanimità dal comitato di valutazione di Europarc federation al termine del percorso di verifica avviato lo scorso giugno e dell’esame del nuovo piano d’azione dell’ente. Tra gli elementi evidenziati nel rapporto figura la gestione dei flussi dei visitatori, che ha ottenuto il punteggio massimo come buona pratica di riferimento a livello europeo, con una menzione specifica per la Cinque Terre card come strumento per convogliare le entrate verso la manutenzione del territorio, la rete sentieristica e i servizi di mobilità.

“Il rinnovo della Cets ci interessa soprattutto per ciò che questo percorso ci chiede di fare — dichiara il presidente del Parco, Lorenzo Viviani —: sottoporre le nostre politiche a una verifica esterna rigorosa, guardando ai risultati raggiunti e, con la stessa attenzione, a ciò che deve essere migliorato. In un territorio dalla forte vocazione turistica, con una particolare pressione lungo la costa e nei borghi, il tema non è semplicemente quante persone arrivano, ma come riusciamo a governare la fruizione, distribuirla meglio, garantire la qualità dell’esperienza di visita e trasformare parte delle risorse generate dal turismo in cura del territorio, servizi e opportunità per chi qui vive e lavora. La Cets è anche uno strumento per coltivare l’identità territoriale, facendo convivere il turismo con la tutela della natura, le tradizioni, le attività e i saperi locali e rafforzando la capacità della comunità di riconoscersi nel proprio territorio e di determinarne responsabilmente il futuro. È un metodo che ci permette di lavorare in questa direzione insieme alle comunità e agli operatori e che ci obbliga, periodicamente, a guardarci allo specchio. Ringrazio lo staff del Parco e i collaboratori esterni che in questi anni hanno seguito il percorso e lavorato alla costruzione del dossier di rinnovo, contribuendo a questo risultato”.

Il rapporto individua inoltre la necessità di sviluppare una conoscenza più strutturata dei flussi e degli impatti socio-culturali e ambientali. Il nuovo piano d’azione 2026-2030 si articola in 34 azioni e prevede la creazione di una piattaforma digitale predittiva per l’analisi dei dati di affollamento e delle condizioni meteorologiche. “La Carta richiede un lavoro tecnico continuativo, che prosegue per tutto il quinquennio — sottolinea il direttore dell’ente parco, Maurizio Burlando —. Significa programmare le azioni, seguirne l’attuazione, raccogliere dati, verificare gli indicatori e mantenere un confronto costante con i soggetti del territorio. La valutazione riconosce la solidità del processo sviluppato dal Parco e individua con altrettanta chiarezza gli aspetti sui quali dobbiamo migliorare le nostre performance gestionali: approfondire la conoscenza e le modalità dei flussi, dei comportamenti dei visitatori e degli impatti prodotti dalla frequentazione, integrando dati e informazioni quantitative e qualitative e adottando strumenti innovativi che utilizzeranno le tecnologie più avanzate. Sono indicazioni che faranno parte del lavoro del prossimo quinquennio e che sono già state inserite nella programmazione avviata in queste ultime settimane.” La consegna ufficiale del riconoscimento avverrà il 9 dicembre a Bruxelles presso il Comitato europeo delle regioni.

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