La casa in cui visse la famiglia di Niccoló Paganini a Carro, in alta Val di Vara, diventerà un centro studi legato al grande compositore e violinista. Dal piccolo borgo la famiglia Paganini partì per trasferirsi a Genova a metà del Settecento, ma la dimora nello stretto carruggio ancora esiste, in corso di restauro grazie ai fondi del Pnrr. Un finanziamento da 1,6 milioni di euro tra interventi strutturali e aspetti legati all’allestimento degli spazi e alla comunicazione. “Ospiterà un museo multimediale oltre una zona di accoglienza – spiega il sindaco Ezio Firenze -. Al primo piano si potrà approfondire la conoscenza di Paganini con una sala immersiva, mentre all’ultimo piano ci saranno spazi per una scuola musicale. Stiamo adeguando alcuni appartamenti per ospitare gli studenti che verranno a trovarci”.
Questi appartamenti dovranno garantire anche i fondi per la gestione dello spazio paganiniano, per cui si prevedono spese annue per 80mila euro. Un luogo attorno a cui far gravitare il Festival paganiniano di Carro che quest’anno festeggia il 25º anniversario. “Il progetto è ambizioso e riguarda anche la rigenerazione urbana. I concerti vengono svolti in una piazza medievale che è caratterizzata da due lecci secolari che tenteremo di preservare – dice il primo cittadino -. La stessa casa della famiglia Paganini è un edificio ristrutturato nel tempo la cui conservazione è complicata inserendosi in un contesto urbano antico”. Costituita una società a partecipazione statale per gestire l’abitazione-museo, un’operazione al vaglio della Corte dei conti.
Primo appuntamento della kermesse 2026 presso la tenuta Buranco sulle alture di Monterosso. “Il Festival non si limiterà alla provincia della Spezia ma toccherà Roma, Ferrara, Milano oltre che Genova, Savona e Imperia. A Londra si sta costituendo un comitato Amici di Paganini”, annuncia l’assessore Loriano Isolabella. Tra i protagonisti più attesi il talento diciassettenne Aozhe Zhang vincitore del Premio Paganini di Genova.
“Vogliamo esportare il nome di Carro in tutta Italia e oltre – conferma Lorenzo Cimino, direttore della Società dei Concerti della Spezia che organizza il festival – con beneficio per tutta la Val di Vara in termini di ritorno di immagine”.
“Il progetto Pnrr di Carro contribuisce a portare cultura in una zona che sennò sarebbe dimenticata al di fuori del periodo del Festival – osserva il direttore del conservatorio Puccini, Giuseppe Bruno -. Ci piacerebbe futuro portare a Carro i nostri docenti e studenti internazionali”.