Il prezzo dei carburanti nella provincia della Spezia segue il trend di crescita che si registra a livello nazionale e internazionale scaturito dalla guerra scoppiata in Medio Oriente. I dati del portale Osservaprezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, che aggiorna quotidianamente i prezzi praticati alla pompa, indicano un aumento netto nel giro di una decina di giorni: in particolare il gasolio ha superato ampiamente la soglia dei 2 euro al litro.
I rincari più marcati si registrano nei distributori lungo le autostrade A15 e A12. Secondo la tabella ministeriale, nell’impianto Ip di Magra Ovest la benzina servita arriva a 2,369 euro al litro e il diesel servito a 2,599 euro. Prezzi elevati anche alla pompa Eni di Melara, lungo il raccordo, dove la benzina servita è indicata a 2,159 euro e il gasolio servito a 2,299 euro.
Il costo scende leggermente sulla viabilità ordinaria, ma resta comunque su livelli alti. Tra i prezzi più elevati figura il distributore Ala di via Carducci: qui la benzina servita è indicata a 2,129 euro al litro, mentre il gasolio servito raggiunge 2,299 euro.
A livello nazionale, secondo le stime del Centro studi di Unimpresa, il prezzo del diesel è cresciuto di oltre il 25% tra il primo marzo e oggi, dopo lo scoppio della guerra in Iran.
“I rincari dei carburanti registrati in Italia nei primi giorni di marzo 2026, subito dopo l’inizio del conflitto in Iran, non sono spiegabili esclusivamente con l’aumento del prezzo del petrolio, ma sono riconducibili per lo più alla speculazione”, denuncia Unimpresa. “Per il gasolio l’incremento osservato alla pompa è stato quasi il doppio di quello teoricamente giustificabile dai costi della materia prima, con una componente speculativa stimata tra 8 e 20 centesimi al litro, che può arrivare fino a 35-50 centesimi nelle stazioni autostradali”.
Gli aumenti rischiano inoltre di avere ricadute pesanti su alcune filiere produttive liguri, in particolare quella della pesca. Alla Spezia il gasolio agevolato senza accise per il comparto ittico ha raggiunto 1,30 euro al litro; in Toscana è intorno a 1,40 euro, mentre a Santa Margherita Ligure supera i 0,92 euro al litro, avvicinandosi alla soglia dell’euro.
“Si tratta di prezzi proibitivi in particolare per la pesca a strascico, che richiede migliaia di litri alla settimana”, osserva il responsabile regionale di Fedeagripesca-Confcooperative, Augusto Comes. “La filiera è già in difficoltà per le restrizioni imposte dall’Europa e per la grande importazione di pesce da tutto il mondo: con l’aumento del gasolio va verso il collasso. Con un costo intorno all’euro al litro siamo già al limite”.