“Per anni la zona del bacino di Campo in Ferro è stata oggetto delle promesse da campagna elettorale del sindaco, oggi invece vediamo realizzarsi tutti i nostri timori sul suo destino: al contrario di quanto sbandierato dal sindaco Peracchini prima delle elezioni del 2022, infatti, non soltanto il sito non verrà restituito a funzioni civili, ma addirittura verrà tombato, di fatto cancellando per sempre ogni prospettiva di bonifica”. E’ il commento del gruppo consigliare del Partito Democratico in merito al progetto Basi Blu della Marina Militare che prevede di costruire una nuova banchina sopra la discarica all’interno della base navale, posta al confine con il borgo di Cadimare.
“Viene da chiedersi che fine abbiano fatto quei buoni propositi, ma soprattutto quali azioni concrete abbia messo in campo l’amministrazione, il cui ruolo di pianificazione e di tutela dell’interesse della città è venuto totalmente meno – continua il Partito Democratico -. Il sindaco non ha avuto il coraggio di difendere gli interessi della città e degli spezzini, quando insieme con la vicesindaca Frijia avrebbero potuto e dovuto trattare con il governo che sostengono il destino del Campo in Ferro. Il ministro Crosetto (di Fratelli d’Italia, come Frijia) aveva in passato dichiarato il proposito di liberare spazi delle aree militari da restituire alla città. Alla Spezia però, dal 2017 ad oggi nessuna delle aree è stata liberata, neppure quando il lavoro era già stato iniziato da altri, come è accaduto nel caso dell’area dei 5.000 metri quadri per cui a suo tempo il centro sinistra aveva raggiunto un accordo”.
“Oggi, al contrario, ci troviamo a vedere moltiplicare le servitù all’interno del nostro Comune con il silenzio complice di questa amministrazione, ma soprattutto senza che si attivi alcun meccanismo di partecipazione, di trattativa, o al peggio di compensazione a favore della città – sottolinea il gruppo consigliare del Partito Democratico -. Hanno deciso, in questo modo, che il futuro delle nuove generazioni spezzine venga deciso sui tavoli dei Ministeri o delle grandi Società partecipate dallo Stato. Ci vorrebbe dunque coraggio, qualità che il sindaco non ha mai dimostrato fino ad oggi e che – quasi alla fine di questo suo secondo mandato – non è ancora riuscito a trovare”.