Campo in ferro, Cimino: “Area bonificata, sarà restituita alla città”. Abitanti critici: “Non si confonda fitorimediazione sperimentale con bonifica”

Il futuro del Campo in ferro e il progetto Basi blu sono stati due dei temi toccati dall’assessore ai Rapporti con le forze armate Pietro Antonio Cimino durante l’assemblea pubblica che si è svolta a Marola l’altro ieri per trovare soluzioni alternative alla chiusura da parte della Marina militare del varco di Ponente della Darsena Duca degli Abruzzi. Parole dette sul finale dell’incontro, che hanno però acceso il dibattito tra i cittadini presenti, soprattutto sul tema della bonifica del Campo in ferro, dove non sono mancate reazioni critiche rispetto alla ricostruzione fornita.

“Per quanto riguarda il Campo in ferro, quando sarà certificata la bonifica già svolta, l’area sarà coperta di cemento e sarà restituita alla città”, ha dichiarato Cimino, collegando il completamento dell’iter tecnico-amministrativo alla successiva fase di restituzione dell’area al tessuto urbano. L’assessore ha poi aggiunto un passaggio sul progetto Basi blu, sottolineando la necessità di un maggiore coinvolgimento istituzionale: “Ho sollecitato affinché lo Stato maggiore della Marina venga a presentare il progetto alla città”.

Proprio le parole relative alla bonifica del Campo in ferro hanno però suscitato perplessità tra alcuni dei presenti, che contestano la definizione dell’intervento di riambentalizzazione e la sua equiparazione a una bonifica in senso tecnico e ambientale. “Ma quale bonifica è stata fatta? C’è stato un progetto sperimentale di fitorimediazione che non può davvero essere equiparato a una bonifica. Anche perché la parola bonifica significa qualcosa di ben specifico”, è la posizione critica emersa a margine dell’incontro da parte di una residente di Marola, convinta che l’area presenterebbe ancora condizioni di forte criticità ambientale.

Nel mirino anche la prospettiva di una semplice copertura dell’area: “Là sotto, come tutti sappiamo grazie al lavoro del compianto ingegner Boeri, c’era di tutto, letteralmente. Non ci prendano in giro dicendo che c’erano solo vernici, che la bonifica è stata fatta e che è solamente da certificare. E non pensino di poter tombare tutto come se niente fosse. La legge è chiara e vale per tutti, anche per la Marina militare: chi inquina paga”, è l’ulteriore rilievo mosso, che richiama la necessità di pieno rispetto delle procedure e delle responsabilità ambientali.in

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