Il fine settimana di Liguria da Bere 2026 è alle porte. Da venerdì 26 a domenica 28 giugno, nella fascia 18-24, Corso Cavour torna la vetrina delle otto doc e dei quattro vini a indicazione geografica tipica prodotti nei paesaggi unici di un lingua di terra montana che affonda nel sale del Mediterraneo. Circa una ventina tra enti e associazioni coinvolte per la manifestazione organizzata dall’Azienda speciale della Camera di commercio Riviere di Liguria con il sopporto di Regione Liguria e la partecipazione dell’associazione Tuttifrutti e degli studenti del Ciofs.
“Siamo arrivati alla diciannovesima edizione di Liguria da Bere, testimonianza di come sia diventato uno degli appuntamenti più maturi e graditi in città, in crescita per adesioni, presenze e qualità. Quest’anno registriamo una produzione in calo rispetto al 2024, ma ciò che ci sta a cuore è mettete ai centro dell’attenzione le attività di supporto, il sistema che si crea attorno al prodotto vino“, dice Davide Mazzola, vicepresidente vicario della Camera di Commercio.
Sono 36 gli espositori vinicoli che si divideranno il corso sabaudo tra Piazza del Mercato e i Giardini Pubblici insieme a cinque stand legati al cibo e 14 food truck. Oltre duecento le etichette che si potranno degustare con la solita formula del ticket da 10 euro che comprende sacca, calice e tre assaggi. Premi ai migliori saranno conferiti dagli stessi produttori e da una giuria specializzata. “Una manifestazione consolidata che rappresenta una grande occasione per il commercio spezzino, non a caso viene ospitata in pieno centro. Una delle peculiarità sono proprio le vetrine a tema – sottolinea l’assessore Alberto Giarelli -. Con le associazioni di categoria organizziamo una serie di aperture il venerdì sera che andranno avanti fino al Palio del Golfo”.

Presente come sempre il Parco nazionale delle Cinque Terre, che ospita sul proprio territorio due delle tre doc spezzine – Colli di Luni, Colline di Levanto, Cinque Terre e Sciacchetrà – sulle otto di tutta la Liguria (Golfo del Tigullio, Ormeasco di Pornassio, Riviera Ligure di Ponente, Rossese di Dolceacqua e Val Polcevera le altre). “Il Parco sta lavorando molto sul vino, senza il quale non esisterebbero i muri a secco e l’agricoltura che caratterizza in maniera così decisa il territorio – sottolinea il presidente Lorenzo Viviani -. Un prodotto che è tradizione e cultura. Ci teniamo a sfatare un po’ di falsi miti sullo Sciacchetrà che è il nostro prodotto di punta, carismatico e quasi sacro, anche nei confronti dei residenti. Il nostro obiettivo è passare dalla passione dei nostri agricoltori alla resa economica”.
Dall’altra parte della provincia c’è l’impegno di Luni, raccontato dal sindaco Alessandro Silvestri. “Partecipiamo con uno stand del Comune di Luni perché crediamo che questo sia l’approccio corretto per valorizzare anche i piccoli produttori – spiega il primo cittadino -. La Strada dei Vini è il primo tentativo concreto di creare una rete vera tra gli attori locali. Penso in definitiva che Liguria da Bere possa diventare un momento di promozione del territorio a 360 gradi”.

“Questi sono eventi importanti per far capire che ci sono persone dietro queste produzioni di eccellenza – sottolinea Filippo Zangani, presidente del Consorzio vini della Spezia -. Il consorzio vorrebbe inoltre pensare a un evento b2b per i produttori attorno a febbraio-marzo e a ridosso di Vinitaly, che si concentri sulle tre doc e dell’Igt Liguria di Levante per catturare anche l’operatore business. Sediamoci attorno a un tavolo per parlarne”.
Assist colto da Ilario Agata, direttore dell’Azienda speciale Riviera di Liguria: “Con la nostra rete possiamo dare una mano con i buyer – assicura -. E’ una grande idea che ci permetterebbe di completare una rete, far conoscere il nostro mercato. La Regione Liguria ha rinnovato l’impegno come ai vecchi tempi a livello di contributo finanziario, come fatto con Italian Oyster Fest e questo è un motivo di grande soddisfazione per noi”.
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