Caldo estremo: stop al lavoro all’aperto e cassa integrazione

Sottoscritta in Prefettura l’intesa per prevenire e gestire i rischi legati al microclima e alle temperature elevate nei luoghi di lavoro. Il documento, che rinnova l’impegno degli anni passati, coinvolge sindacati, enti di controllo e associazioni datoriali con l’obiettivo preciso di tutelare la salute dei lavoratori esposti alla calura estiva.

Il protocollo definisce le misure organizzative necessarie a limitare l’impatto dello stress termico, individuando i comparti più a rischio. Sotto i riflettori finiscono soprattutto le attività all’aperto: edilizia civile e stradale, settore estrattivo, agricoltura, manutenzione del verde, florovivaismo, comparto portuale, marittimo e balneare, insieme ai servizi dei riders. Il piano copre anche le mansioni svolte in ambienti chiusi che non dispongono di una ventilazione adeguata.

In caso di temperature eccezionali e pericolose, i datori di lavoro avranno la possibilità di richiedere la cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo). La domanda dovrà essere accompagnata da una relazione tecnica dettagliata, che l’Inps valuterà incrociando i dati meteo ufficiali forniti da Arpal.

La causale per “eventi meteo” scatta superati i 35 gradi centigradi. L’intesa specifica tuttavia che, in base al contesto e al tipo di lavorazione, la cassa integrazione potrà essere attivata anche con temperature inferiori. In questo caso si terrà conto della temperatura percepita, specialmente per le attività esposte direttamente al sole o che richiedono l’uso di materiali e macchinari sensibili al calore.

Il testo offre inoltre una panoramica degli strumenti informativi e di previsione a disposizione di imprese e lavoratori per monitorare il rischio termico.

L’accordo è stato siglato da un ampio tavolo locale che comprende Capitaneria di Porto, Comando provinciale dei Vigili del fuoco, Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, Asl 5, Ispettorato territoriale del lavoro, Inail, Inps e Camera di commercio Riviere di Liguria. Sul fronte economico e sociale, hanno firmato Confindustria, Ance, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

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