La nuova edizione del BesT, il rapporto con cui Istat misura il Benessere equo e sostenibile dei territori, offre nel 2025 un quadro articolato per la Liguria, dove punti di forza e criticità convivono in equilibrio. Su 60 indicatori analizzati, la regione presenta 23 valori in vantaggio rispetto alla media nazionale e 16 in svantaggio, mentre gli altri risultano sostanzialmente allineati. Genova si conferma l’area più performante: guida la regione con 28 indicatori in vantaggio, di cui 12 in modo netto, e solo 12 in svantaggio. Qui si concentrano i livelli più alti di istruzione, occupazione e dotazione sanitaria. Il capoluogo domina anche negli ambiti della brevettazione e delle imprese culturali.
Per la nostra provincia la lettura del BesT 2025 mostra un territorio in equilibrio tra elementi di forza e aree di fragilità. La Spezia eccelle nella raccolta differenziata, che con il 76,2 per cento è il valore più alto della Liguria e uno dei migliori d’Italia. Positivi anche gli indicatori di sicurezza percepita e rischio criminalità, inferiori alla media nazionale. Restano però criticità significative: la dispersione della rete idrica raggiunge il 54,5 per cento, il dato più elevato della regione, e il tasso di infortuni sul lavoro cresce oltre la media ligure.
Savona presenta un profilo simile a quello spezzino, con punti di forza rilevanti, come l’alto numero di organizzazioni non profit e la partecipazione elettorale, ma anche debolezze nei servizi e nell’innovazione. Molto diversa la situazione di Imperia, dove prevalgono 31 indicatori in svantaggio. Il territorio mostra redditi più bassi, livelli inferiori di istruzione terziaria, una forte mobilità in uscita dei giovani laureati e divari marcati nella dotazione dei servizi. Anche la mortalità evitabile e la sicurezza stradale extraurbana presentano dati meno favorevoli.
Nel complesso la Liguria conferma un buon livello di benessere, sostenuto soprattutto dal dominio Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, con tassi occupazionali superiori alla media-Italia. Le maggiori criticità emergono invece nell’innovazione, nella qualità dei servizi e nella gestione dei rifiuti, con performance molto differenziate tra territori. Il quadro finale restituisce una regione dinamica ma segnata da divari interni profondi. La Spezia, in questo contesto, appare come un territorio in transizione: capace di esprimere eccellenze rilevanti, ma ancora chiamato a colmare alcune fragilità strutturali per rafforzare il proprio ruolo nel panorama ligure.