Una vista non inedita, ma sicuramente rara, quella della base navale della Spezia svuotata di unità maggiori. Così si presenta in questi giorni la darsena Duca degli Abruzzi per una serie di impegni concomitanti che hanno portato lontano dal golfo cacciatorpediniere, fregate, pattugliatori d’altura, navi da ricerca e anche i velieri. Ultima a lasciare le acque “di casa” la fremm Schergat, che si è portata a Palermo per la Festa della Marina celebrata ieri.
In teatri ben più impegnativi ci sono al momento il pattugliatore Montecuccoli, schierato in Mar Rosso insieme ai cacciamine Crotone e Rimini, che fanno invece parte della quinta divisione navale, e della nave di supporto logistico Atlante pronti a intervenire nel caso, attualmente ben poco probabile, in cui serva un intervento di bonifica nel Canale di Hormuz. Nel Mediterraneo occidentale opera la fregata Fasan e in quello orientale il pattugliatore Morosini impegnate nel controllo del traffico marittimo.
Fuori sede anche il Vespucci, attualmente impegnato nell’attraversamento dell’Oceano Atlantico con rotta per Baltimora. Anche nave Palinuro ha lasciato la Spezia per raggiungere Palermo dopo una serie di lavori. Destinata a mari altrettanto lontani nave Alliance, abituale ospite dell’arsenale, in rotta per il Mar Artico dove sarà la piattaforma tecnologica per alcuni test sui droni marini nelle acque fredde e salate del nord della terra nell’ambito della Nato. In totale sono circa 2700 i professionisti, tra militari e civili, alle dipendenze della prima divisione navale, una macchina imponente destinata a crescere con l’impulso al reclutamento annunciato dal governo e con l’ampliamento degli ormeggi del programma Basi Blu.
Nei prossimi mesi molte unità sono attese da lavori importanti. Nel 2027 il Duilio, unità di bandiera della divisione, affronterà l’aggiornamento di mezza vita per potenziarne in particolare il radar. I ppa in configurazione “leggera” saranno tutti aggiornati alla configurazione full combat con impegno di Fincantieri e Leonardo tra le altre. Al Muggiano fa mostra di sé da alcune settimane il Trieste, già passato a Taranto, ma impegnato in lavori di fine garanzia per cui il contesto industriale locale rimane il punto di riferimento nazionale. Una sorta di “tagliando” post rodaggio per la più moderna nave della Marina Militare.