Dopo due anni e mezzo dall’avvio della gestione, il bar del complesso sportivo del 2 Giugno si avvia verso la ricerca di nuovi gestori. Il Comune ha infatti emesso un’ordinanza di rilascio immediato per i locali affidati alla società Staff Service. La decisione è maturata a seguito di una serie di “gravi inadempienze contrattuali” e “critiche condizioni igienico-sanitarie rilevate dalle autorità competenti”.
Stando a quanto riportato nel testo dell’ordinanza, la vicenda ha origine da un contratto di concessione stipulato nel settembre 2023 per una durata di sei anni. Nel corso del rapporto, il concessionario aveva segnalato diversi malfunzionamenti agli impianti idraulici e di riscaldamento, ottenendo dall’amministrazione comunale riduzioni e sconti sui canoni per i periodi di chiusura o apertura parziale tra il 2024 e il 2025. Tuttavia, i successivi controlli tecnici dell’ente non hanno riscontrato le criticità lamentate, evidenziando invece la mancata attivazione di una pompa di calore aggiuntiva per l’insufficienza del contratto energetico a carico della società.
La situazione, spiega l’ordinanza, è precipitata l’11 febbraio scorso, quando un’ispezione della Asl ha imposto la sospensione dell’attività. Il verbale ha rilevato l’assenza del piano di autocontrollo Haccp e la carenza delle condizioni strutturali e igieniche necessarie per garantire la sicurezza alimentare. Mancanze che rappresentano una violazione diretta dell’articolo 14 del contratto di concessione, che prevede la decadenza del titolo in caso di mancato rispetto delle norme sanitarie.
A queste motivazioni si aggiunge il debito maturato nei confronti del Comune. Alla data dell’ordinanza, la morosità complessiva ammonta a oltre 6mila euro, comprensiva di canoni arretrati non saldati nonostante i precedenti solleciti e le fatture emesse per i primi mesi del 2026.
L’ordinanza, emessa oggi dal Comune, impone ora alla società di sgomberare l’immobile entro sette giorni dalla notifica, altrimenti l’amministrazione procederà all’esecuzione d’ufficio avvalendosi del supporto della Polizia locale. Il concessionario, ovviamente, può far valere le sue ragioni e contestare l’ordinanza impugnandola di fronte al Tar della Liguria.