“Facendo il punto sulla situazione attuale del personale della Marina, emerge un quadro che desta crescente preoccupazione. Oltre alla significativa e continua fuoriuscita di colleghi, il dato più allarmante riguarda il numero degli arruolamenti: le cifre, se confrontate con quelle delle altre Forze Armate, risultano senza dubbio deludenti e indicano una difficoltà strutturale nel garantire un adeguato ricambio generazionale”. Lo afferma Sim Marina che di recente ha avuto un incontro con il sottosegretario alla difesa Matteo Perego di Cremnago.
“Il complesso scenario politico-internazionale sta inoltre mettendo a dura prova i nostri equipaggi, costretti sempre più spesso a imbarchi prolungati. Questa condizione incide profondamente sulla sfera personale, sottraendo tempo prezioso agli affetti familiari e rendendo ancora più gravoso il servizio. A ciò si aggiunge una mobilità continua che esercita una pressione costante e destabilizzante sul personale. L’innalzamento significativo dell’età media amplifica ulteriormente il problema. Questi colleghi si trovano oggi ad affrontare trasferimenti prolungati e onerosi, spesso senza un adeguato supporto normativo: la Legge 86, infatti, si dimostra insufficiente a compensare i disagi derivanti da tali situazioni, senza parlare degli alloggi insufficienti e fatiscenti a causa dell’assenza di interventi manutentivi per almeno un decennio se non oltre”, sottolineano per il sindacato il segretario generale Warner Greco e il presidente, lo spezzino Antonio Colombo.
“Nonostante gli indirizzi e lo sprone del ministro nei confronti dello Stato Maggiore, che sta mostrando volontà nel migliorare alcune condizioni legate al supporto e al benessere del personale, la realtà evidenzia come si sia ancora lontani dal garantire standard alloggiativi realmente dignitosi. Permangono, dunque, criticità significative che richiedono interventi concreti, strutturali e tempestivi, affinché il personale possa operare in condizioni adeguate al ruolo e ai sacrifici richiesti”, continua la nota.
Secondo il SIM Marina è urgente un riesame della Legge 86, ormai ferma da oltre quarant’anni per renderla coerente con le nuove esigenze operative, sociali e familiari del personale militare. Tra le richieste c’è il riconoscimento di un’indennità per i Port State Control della Guardia Costiera, “una componente numericamente limitata ma altamente specializzata, che svolge un’attività complessa, delicata e di grande responsabilità, senza che a oggi sia previsto alcun adeguato riconoscimento economico”.
Vi è poi l’annosa questione del parco alloggiativo nella sede di Roma, tra le assegnazioni più temute dal personale per le difficoltà logistiche. Secondo Sim Marina serve “un programma di riqualificazione e ammodernamento degli alloggi già esistenti, sia nella capitale sia nella sede della Spezia, al fine di garantire standard abitativi adeguati e dignitosi per il personale e le loro famiglie”. E ancora, si chiede la revisione dei 100 euro al mese per gli straordinari del ruolo truppa e il riconoscimento dei compensi accessori, tuttora non corrisposti. “È necessario investire maggiormente nell’esternalizzazione delle attività di manovalanza, in particolare per gli interventi di piccola e media manutenzione. Attualmente, tali compiti vengono spesso affidati a personale appartenente ai ruoli dei graduati e dei sergenti, talvolta anche in età avanzata, con un impatto negativo sia sull’efficienza complessiva sia sull’immagine che viene trasmessa alle nuove leve”.