Aree militari escluse dai vincoli ambientali locali, alla Camera la proposta di Fratelli d’Italia

E’ iniziata martedì scorso presso la commissione Difesa della Camera dei deputati la discussione della proposta di legge presentata come prima firmataria dall’onorevole Paola Chiesa di Fratelli d’Italia che intende svincolare le aree militari dalle norme sul rispetto dell’ambiente e del paesaggio delle singole regioni. La cosiddetta Clausola di compatibilità per l’applicazione delle disposizioni in materia ambientale adottate dagli enti territoriali alle aree militari, contenuta nell’articolo 15 bis che si propone di modificare l’ordinamento militare, sancirebbe che “le disposizioni in materia ambientale adottate dagli enti territoriali si applicano alle attività addestrative e logistiche militari nonché all’individuazione e alla gestione dei sedimi e dei poligoni militari compatibilmente con le esigenze di sicurezza e difesa nazionale”.

Detto in maniera più diretta: “Le aree militari non possono essere comprese in zone sottoposte, su iniziativa delle regioni, a vincoli ambientali e paesaggistici senza il previo consenso dello Stato maggiore della difesa”, recita la nuova norma che stabilirebbe in pratica un atteggiamento volontario da parte delle forze armate. Si predispone quindi per legge, ha esposto ai colleghi la deputata Chiesa, “una importanza prioritaria alle esigenze di difesa e sicurezza nazionale rispetto a disposizioni ambientali adottate da enti territoriali. Queste ultime disposizioni trovano applicazione, infatti, fino a quando esse non ostacolano o compromettono finalità militari ritenute prioritarie”. A discrezione dei vertici militari e “al fine di prevenire contenziosi e garantire la piena prontezza operativa dello strumento militare”.

Arsenale marittimo, Palazzo Veleria

 

Sul territorio spezzino, in cui le servitù militari sono numerosissime e spesso anche in zone di grande pregio naturalistico e paesaggistico, la nuova legge mette in luce ancora una volta tutta una serie di paradossi e la difficile convivenza tra i due ambiti. Solo la buffer zone del sito Unesco Porto Venere Cinque Terre e isole Palmaria, Tino e Tinetto, creata nel 2021 come fascia di rispetto attorno al Parco nazionale delle Cinque Terre, copre un’area di 15.695 ettari (di cui 5.607 in terra e 10.087 in mare) che confina tra le altre cose con l’arsenale militare, la base navale, il balipedio Cottrau e ingloba addirittura la fortezza del Varignano, la base della Castellana, la zona di addestramento del Muzzerone e ovviamente la stessa isola del Tino.

Il nuovo articolo assimilerebbe inoltre i siti militari e le aree addestrative a siti industriali dismessi, secondo la definizione del Codice dell’Ambiente varato nel 2006, con conseguenze sulle procedure di bonifica dei siti contaminati e in particolare sulle concentrazioni di soglia di contaminazione che oggi, per le aree militari, si individuano “tenuto conto delle diverse destinazioni e delle attività effettivamente condotte all’interno delle aree militari”.

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