Nel mosaico ancora in costruzione della nuova panchina dello Spezia, il nome che oggi appare più vicino è quello di Giorgio Gorgone. Un profilo quello del tecnico capitolino classe 1976, che nelle ultime ore ha preso sempre più quota fino a diventare, di fatto, la pista più concreta per guidare la squadra nel prossimo ciclo tecnico. Una candidatura che non nasce e non può nascere all’improvviso, ma, semmai, affonda le radici in un lavoro di contatti e valutazioni avviato da tempo, anche in maniera ufficiosa. Da una settimana esatta Guido Angelozzi è tornato ufficialmente in plancia e si è messo subito al lavoro, un lavoro enorme da fare su più piani: la scelta dell’allenatore va di pari passo con lo sfoltimento della rosa cui seguirà la campagna di rafforzamento della prima squadra e, in ultimo, le decisioni da prendere sul settore giovanile che proprio ieri ha salutato Claudio Terzi, passato al Ligorna in serie D dopo il biennio d’esperienza alla guida della Primavera aquilotta. Nel mentre ritiro estivo, campagna abbonamenti, organizzazione amichevoli che saranno verosimilmente in zona, fino ai primi vagiti della nuova stagione con la Coppa Italia di serie C ad agosto. C’è tanto da fare, dopo un mese abbondante in naftalina.
Gorgone, dicevamo. Un allenatore che ha accarezzato concretamente la possibilità di rimanere in serie B dopo lo sfiorato miracolo di Pescara: il Sudtirol di Lovisa ci ha pensato andando poi su Possanzini, il Padova lo aveva messo in lista prima di chiudere per Calabro. Angelozzi lo conosce molto bene per averlo già scelto ai tempi della Primavera del Frosinone Calcio. In quell’esperienza il tecnico romano si era distinto per una gestione molto strutturata del gruppo, con una forte attenzione alla crescita individuale dei giovani e alla costruzione di un’identità tattica riconoscibile, elementi che oggi tornano centrali nelle valutazioni ino uno Spezia che deve ripartirà con umile identità e la giusta dose d’ambizione. Ordine, intensità e grande disciplina nella fase di non possesso: se chiedi a chi lo conosce bene l’highlight restituito è questo, soprattutto nel biennio di Lucca, gli unici anni in serie C fatti da tecnico di una prima squadra. In fondo da giocatore, da centrocampista, aveva già mostrato una certa predisposizione alla lettura tattica, caratteristica che da allenatore ha trasportato in campo con squadre spesso compatte, aggressive nel recupero palla e capaci di mantenere una buona organizzazione anche nelle fasi di maggiore pressione. Un allenatore moderno, propositivo, insomma. L’idea che circola attorno alla sua candidatura è quella di un progetto a medio termine, si parla di contratto biennale o di un anno con opzione, segnale di una volontà di costruzione e non di semplice transizione. Lo Spezia, dal canto suo, sta valutando proprio questo tipo di soluzione, in un momento in cui il club cerca stabilità e una precisa identità tecnica dopo stagioni a dir poco altalenanti.
Nel frattempo il quadro delle alternative si sta progressivamente restringendo. Le piste che conducevano a Turati e De Giorgio si stanno infatti raffreddando, con entrambi destinati a chiudere rispettivamente con Catanzaro e Juve Stabia, nonostante le complicazioni burocratiche legate ai patentini per allenare in Serie B. E anche Fabio Caserta, che resta un profilo molto considerato, sembra orientato ad attendere una chiamata dalla cadetteria, anche eventualmente in corsa, senza legarsi nell’immediato a un progetto a lungo termine. Resta sullo sfondo anche un nome suggestivo come quello di Aimo Diana, forte di un curriculum recente importante. Due stagioni fa ha infatti guidato alla vittoria del campionato la Reggiana, mentre nell’ultima annata aveva avviato il progetto dell’Union Brescia, realtà nata rapidamente nell’estate 2025 sulle ceneri della precedente esperienza della Feralpisalò. L’impressione è che Angelozzi non andrà molto avanti, desideroso di mettersi a un tavolino e iniziare a lavorare con il nuovo tecnico: la margherita ha sempre meno petali da estrarre e la candidatura di Gorgone si regge soprattutto su una serie di fattori che c’entrano molto anche con le parole di Angelozzi in conferenza stampa. Sfruttare il materiale umano che si ha a disposizione, dare fiducia ai giovani, avere un orizzonte oltreché un metodo.
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