Alzheimer: Fondazione Carispezia e Amas al fianco delle famiglie tra prevenzione e sostegno

Ha preso il via giovedì 1° ottobre, negli spazi di Fondazione Carispezia, la seconda edizione de “I Curacari si fanno in quattro”, la rassegna promossa da A.M.A.S. – Associazione Malattia di Alzheimer Spezzina Odv con il sostegno di Fondazione Carispezia, dedicata alle persone con Alzheimer e ai loro familiari. L’apertura della rassegna si è svolta in occasione della XIV Giornata Europea delle Fondazioni, promossa a livello nazionale da Acri e Assifero e dedicata quest’anno, con la campagna “Chi ben comincia. La comunità che previene”, al tema della prevenzione sociale e alla capacità delle comunità di intervenire prima che situazioni di fragilità diventino emergenze. L’appuntamento ha aperto un percorso che proseguirà per tutto il mese di ottobre fino al 2 novembre, con sei incontri a ingresso libero pensati per offrire ai familiari informazioni, strumenti e strategie concrete per affrontare le diverse fasi dell’Alzheimer, approfondendo i diversi aspetti legati alla cura e all’accompagnamento
delle persone con demenza. Comprendere meglio la malattia, imparare a comunicare con la persona con demenza, affrontare le difficoltà della vita quotidiana e trovare nuove occasioni di relazione, anche attraverso l’arte: sono alcuni dei temi che accompagneranno i prossimi incontri. A guidare gli approfondimenti saranno la psicoterapeuta Silvia Vettor, l’educatore professionale e formatore Filippo Bergamo, la geriatra Vanda Menon e Luca Carli, educatore e coordinatore del Sistema Musei Toscani per l’Alzheimer. La rassegna si concluderà con Rabih Chattat, medico psicologo e professore ordinario di Psicologia clinica dell’invecchiamento, che affronterà il tema del sostegno ai caregiver, mettendo al centro il rapporto tra la cura della persona con Alzheimer e la necessità, per chi se ne prende cura, di tutelare anche il proprio benessere. Tutti gli incontri saranno presentati da Barbara Duranti, presidente di A.M.A.S. Odv.




Coro AmasCord


A introdurre lo spirito dell’iniziativa è Linda Messini (vicepresidente Fondazione Carispezia): “Oggi si ricorda la quattordicesima Giornata Europea delle Fondazioni e Fondazione Carispezia vuole dedicare questa giornata così importante al primo appuntamento della rassegna “I curacari si fanno in quattro”, organizzata dall’associazione Amas della Spezia. Questo perché il tema della prevenzione e del benessere della comunità è uno dei settori di interesse maggiori della Fondazione Carispezia, che è sempre impegnata su questo terreno”.
Sui tratti distintivi della patologia dell’Alzheimer e del peso che grava sui nuclei familiari interviene il professor Marco Trabucchi, docente di Psicogeriatria, spiga: “Le insidie di questa malattia sono la perdita di memoria, la perdita di attenzione, la perdita di rapporto con gli altri e la perdita di autonomia. Per questo sono importantissimi quelli che noi chiamiamo i caregiver, cioè le persone che si dedicano a loro. Perché gli ammalati di Alzheimer perdono fondamentalmente, soprattutto dopo un certo periodo, la capacità di vivere in maniera autonoma. E quindi vivono solo perché hanno chi li ama, chi gli vuol bene, chi li aiuta, chi si sacrifica, chi diventa un santo laico, per assisterli”.




Laboratori in Accademia


In merito alla prevenzione e ai primi segnali d’allarme, Trabucchi sottolinea: “Fare attività fisica, attività mentale, non fumare, controllare la pressione, controllare il diabete; ma soprattutto a me interessa intercettare i primi segni. Quando in una famiglia la moglie, il marito, una figlia, una sorella dice ‘non è più lui, non è più lei’, certamente c’è qualcosa che deve fare insospettire il medico. E poi da lì inizia tutto l’itinerario diagnostico, molto complicato, ma il primo segno è quando un parente dice ‘c’è qualcosa che non va, qualcosa di strano, di apparentemente misterioso’ che però è un segnale”.
Infine, Barbara Duranti, presidente di Amas, illustra le attività concrete messe in campo sul territorio: “Abbiamo presentato due progetti in corso, che sono i Caffè Alzheimer — un bellissimo progetto suddiviso in due parti: alla Spezia e a Sarzana, un tour di Caffè Alzheimer che attraverseranno tutta la provincia e i comuni. L’altro progetto è la assegna “I curacari si fanno in quattro”, giunta alla sua seconda edizione. L’anno scorso abbiamo fatto quattro incontri. “I curacari” sono la traduzione in italiano della parola caregiver, ovvero i familiari che si occupano delle persone colpite da demenza. Quest’anno ne facciamo sei: abbiamo lasciato il solito titolo perché ci piace, e quindi partirà da oggi questa rassegna”.

Parallelamente agli appuntamenti rivolti ai familiari, negli spazi di Accademia La Spezia, in via Vanicella 12, si svolgeranno laboratori dedicati alle persone con Alzheimer, curati dagli operatori e dai volontari dell’associazione. I laboratori inizieranno mezz’ora prima di ciascun incontro e richiedono la prenotazione contattando A.M.A.S. all’indirizzo alzheimerspezia@libero.it o al numero 327 6245113.

La rassegna, patrocinata dal Comune della Spezia, da ASL5 Liguria e dall’Associazione Italiana Psicogeriatria, si inserisce nell’impegno di Fondazione Carispezia a sostegno di iniziative capaci di rispondere ai bisogni sociali del territorio, rafforzando le reti di prossimità e offrendo occasioni concrete di supporto alle persone più fragili e alle loro famiglie.

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