Altre uova: sempre più tartarughe marine nascono sul litorale ligure. Arpal spiega come e perché avviene e quali comportamenti adottare

Intervento pasquale a tema uova, ma non di Pasqua, da parte di Arpal. L’Agenzia regionale per l’ambiente ligure ha infatti pubblicato un contributo sulle uova di tartaruga marina Caretta caretta con cui anche il litorale ligure ha preso confidenza nel recente passato. “Negli ultimi anni questo fenomeno è diventato sempre più frequente anche in Liguria. Nell’estate 2025 sono stati individuati numerosi nidi lungo la costa, un dato in crescita rispetto al recente passato. Un segnale importante, che racconta un mare che cambia e una specie che trova nuove aree per riprodursi. Lo scorso anno nella nostra regione sono nate più di 700 tartarughe”, osserva Arpal, che poi ripercorre la vicenda che porta alla luce le tartarughine, dall’approdo della mamma in spiaggia, alla sgambata dei neonati verso il mare. “Dopo aver raggiunto la spiaggia, la femmina scava una buca con le pinne posteriori e depone fino a un centinaio di uova, grandi come palline da ping-pong – spiega Arpal -. Poi le ricopre con cura e torna in mare. Le uova restano nascoste a circa 30-50 centimetri di profondità. Qui si sviluppano grazie al calore della sabbia, che determina i tempi di incubazione e il sesso dei nascituri. Dopo alcune settimane, spesso tra metà estate e inizio autunno, le piccole tartarughe emergono, talvolta quasi tutte insieme, e raggiungono il mare”.

Quali le ragioni della crescente presenza di nidi lungo le coste liguri? “E’ probabilmente legata alla sinergia tra le attività decennali di protezione della specie e l’aumento della temperatura del Mar Mediterraneo. Le tartarughe cercano spiagge adatte, e oggi le trovano sempre più spesso anche nel nostro territorio”, dice l’Agenzia.

Arpal rammenta quindi che ogni nido viene monitorato e protetto grazie al lavoro congiunto del GLIT – Gruppo Ligure Tartarughe (Acquario di Genova, coordinatore, Arpal, Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Università di Genova), con enti, associazioni e volontari tra cui Capitaneria, amministrazioni locali, Parco naturale regionale di Montemarcello Magra Vara, Delfini del Ponente, Menkab e Società Naturalistica Spezzina.

L’agenzia, sottolineato quando le uova di Caretta caretta siano fragili e invisibili, chiude con un promemoria, ricordando l’importanza di: non disturbare le aree segnalate; evitare luci nelle vicinanze durante il periodo di emersione dei neonati; segnalare eventuali avvistamenti.

“Proteggere un nido significa proteggere decine di nuove vite. Come le uova nascoste sotto la sabbia, anche la natura lavora in silenzio per generare nuova vita”, conclude Arpal.

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