Altre dieci multe a lavoratori bangladesi ai Giardini, il coordinamento: “Un bieco atto di vendetta”

“Ci risiamo, ma questa volta sembra proprio una ritorsione, una vendetta. Solo tre giorni fa centinaia di persone hanno fatto valere la loro solidarietà in quei giardini di cui tanto si è parlato. L’hanno fatto con un messaggio semplice: sedersi sull’erba di un parco pubblico a giocare a carte non può essere considerato un reato. L’hanno fatto con una serata di gioco collettivo, conclusa senza incidenti e senza multe, e con grande gioia, tra carte, scacchiere e giochi in scatola.

A un solo giorno di distanza, oltre dieci persone, tutte bengalesi, sono state nuovamente multate con le modalità più pretestuose. Altre dieci persone, altri duemila euro, per aver cercato un po’ di fresco nel verde dei giardini – in questa estate di caldo assurdo e di crisi climatica.

C’è qualcosa di profondamente maligno e prevaricante in questo: rispondere a una manifestazione di solidarietà rincarando la dose, colpire di nuovo, utilizzando la Polizia Municipale come se fosse uno strumento repressivo a uso e consumo di propaganda e interessi politici.

Si sono spese molte parole sulle norme e sul loro rispetto, forse poche su chi ne pretende l’applicazione con un simile accanimento; perché si sa, ormai “il diritto vale fino a un certo punto” (Antonio Tajani) e ciò che conta è portare a casa qualche commento indignato sotto al proprio reel mistificatorio. Eludendo il punto principale, diciamolo così: se un arbitro sanziona sistematicamente i giocatori di una squadra, dimostrando di parteggiare per l’altra, come sta applicando le regole del gioco? Non sarà forse fischiato?

C’è qualcosa di profondamente insopportabile nel ghigno dei politici di estrema destra che in questi giorni hanno fatto la passerella nei giardini per registrare i loro video – politici col microfono sempre in mano, quasi fossero imbonitori da fiera di San Giuseppe – gente che in questi luoghi non si era mai vista prima, che non li ha mai vissuti, e che li usa solo come scenografia della propria propaganda. È lo stesso ghigno di un colono israeliano finito sulla copertina di molte riviste.

Anche qui alla Spezia, come in altri contesti tristemente noti, la regola è: a ogni manifestazione di solidarietà, a ogni momento di socialità non conforme agli standard della città vetrina turistica, bisogna rispondere col pugno duro, subito – per evitare che le persone costruiscano un fronte comune, di resistenza. È il linguaggio di una politica che concepisce sempre più le forze dell’ordine come proprio strumento di intervento e che vuole direzionarle. Noi vorremmo evitare che, da qui a pochi anni, nel nostro paese accada ciò che ha reso tristemente noti gli Stati Uniti a livello internazionale, dove Trump utilizza l’ICE per seminare il terrore nelle comunità migranti, contro chi lavora, contro chi si batte per i propri diritti.

Non ci stiamo mobilitando “solo” perché delle persone non bianche hanno subito una multa ingiusta: ci stiamo mobilitando contro quel male che avanza nelle nostre società e che orienta una classe politica sempre più escludente, e continueremo a farlo con momenti capaci di portare unione, spensieratezza e felicità – linguaggi totalmente estranei all’estrema destra. Una classe politica che inquina la mente e l’animo di tante persone, offrendo un colpevole a chi ha bisogno di scaricare la propria rabbia. E quei colpevoli diventano i più deboli, mentre si elimina ogni spazio libero di socialità che non risponda al diktat del consumismo vorace.

Siamo qui per dire che tutto questo non è normale, non è giusto, e continueremo a ribadirlo, senza retrocedere, lungo questa strada. Come noi, tantissimi cittadini e cittadine, associazioni, forze politiche e sindacali in questi giorni hanno chiesto come poter aiutare chi è stato multato: un segnale forte di una città a cui è ben chiaro ciò che è assurdo, pretestuoso e usato strumentalmente da politici senza scrupoli morali. Per questo invitiamo tutti e tutte a sostenere il crowdfunding per coprire le spese legali e il costo delle multe.

Inoltre le librerie Ricci e LiberiTutti – e altre attività stanno aderendo – si sono rese disponibili per fare da punti di raccolta di ulteriori contributi.

E per tutte le persone che hanno ricevuto in questi anni simili sanzioni, così come è stato segnalato sui social, siamo a piena disposizione per ascoltare le loro storie e documentarle”.

Coordinamento Restiamo umani – Riconvertiamo Seafuture

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