Quindici anni dopo l’alluvione che colpì duramente lo Spezzino e la Lunigiana, il territorio ha compiuto un percorso importante sul fronte della sicurezza idraulica, della prevenzione del dissesto e dell’organizzazione della Protezione civile. Un percorso che ha riguardato la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, gli interventi sui torrenti e sugli argini, il potenziamento del sistema di allertamento e la capacità di risposta alle emergenze. A tracciare il bilancio è l’assessore regionale alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone, che guarda anche al prossimo passaggio strategico: la realizzazione a Brugnato del nuovo Polo logistico della Protezione civile del Levante ligure, per il quale l’avvio del cantiere è previsto tra giugno e settembre del 2027.
“Quindici anni sono un passato né troppo lontano né troppo recente, ma in questi anni è stato fatto un lungo percorso che merita di essere raccontato. Undici di questi quindici anni mi hanno visto impegnato personalmente come assessore alla Difesa del suolo e alla Protezione civile, un impegno che ha portato grandi risposte e importanti passi avanti in tutto il territorio della Val di Vara, non soltanto a Brugnato, Borghetto e Pignone, ma anche a Rocchetta, tra le località più colpite da quell’evento alluvionale”, afferma Giampedrone.
Tra gli interventi più significativi ci sono quelli sulle infrastrutture, a partire dalla ricostruzione dei ponti di Borghetto e di quello di collegamento tra Brugnato e Rocchetta. “Non si tratta soltanto di rimarginare le ferite rimaste aperte dal 2011, ma anche di migliorare la sicurezza idraulica dei torrenti che attraversano questo territorio. I ponti di Borghetto, infatti, furono uno degli elementi determinanti per l’esondazione del 2011 e contribuirono alle conseguenze drammatiche di quella tragedia, che provocò anche vittime in Val di Vara. Oggi, invece, sono stati ricostruiti due ponti completamente a campata unica, infrastrutture moderne che rappresentano anche un miglioramento idraulico molto importante”.
Accanto ai ponti, sono stati realizzati interventi sui torrenti e sugli argini, con investimenti che, sottolinea l’assessore, valgono complessivamente decine di milioni di euro. “Testimoniano un’attenzione costante alla mitigazione del rischio idrogeologico in un territorio tanto bello quanto delicato. Mitigare il rischio e fare tutto ciò che è nelle possibilità delle istituzioni per contrastare il dissesto sono obiettivi sui quali lavoriamo quotidianamente”. Un percorso che ha interessato anche il sistema di allertamento e l’organizzazione operativa: “Oggi, quando accade qualcosa, possiamo contare su un sistema molto evoluto, che punta a fornire ai cittadini risposte nel più breve tempo possibile, oltre che su investimenti straordinari e senza precedenti nella colonna mobile, nella logistica e nella Protezione civile”.
Il nuovo polo di Brugnato rappresenta uno dei principali tasselli di questo potenziamento. La struttura sarà il centro logistico di riferimento per il Levante ligure, affiancando quello già presente a Villanova d’Albenga per il Ponente. “La realizzazione del polo logistico regionale a Brugnato rappresenta, in un certo senso, la chiusura di un cerchio durato quindici anni e riporta questo territorio al centro delle politiche logistiche di Protezione civile, con l’obiettivo di dare risposte ai cittadini del Levante ligure, da Genova fino a Luni”. L’investimento complessivo, una volta finanziato anche il secondo lotto, arriverà a quasi cinque milioni di euro.
Sul piano amministrativo, la Regione ha individuato un’area di circa 8.500 metri quadrati di proprietà dell’Asl 5, manifestando formalmente l’interesse all’acquisizione nel marzo 2024. L’acquisto è stato disposto con una deliberazione regionale del 23 ottobre 2025 e formalizzato con atto notarile il 12 dicembre dello stesso anno. Nel frattempo, la Regione ha affidato a Ire la redazione del Documento di indirizzo alla progettazione e del progetto di fattibilità tecnica ed economica. Quest’ultimo ha ottenuto i pareri necessari nell’ambito della Conferenza dei servizi del 17 settembre 2026 ed è ora in attesa del decreto conclusivo del procedimento.
Il Comitato di pilotaggio del 15 ottobre ha approvato il finanziamento di 3 milioni e 426mila euro per il primo lotto di lavori. Nell’ottobre 2026 è stata presentata la richiesta di finanziamento a valere sul Fondo sanitario regionale per la stessa cifra, destinata a sostenere la progettazione esecutiva e la realizzazione dei primi due lotti funzionali. Secondo la tempistica indicata dalla Regione, la gara per l’appalto integrato, che comprenderà la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori, dovrebbe arrivare a metà del 2027, con l’avvio del cantiere previsto tra giugno e settembre.
“Credo che questo debba rendere orgogliosi tutti i cittadini della Val di Vara e tutti i volontari che, in questi quindici anni, hanno dato un contributo straordinario alle attività della Protezione civile territoriale”, prosegue Giampedrone, ricordando anche gli interventi svolti durante le emergenze in Liguria e fuori regione. “Oggi abbiamo inoltre la consapevolezza di aver sviluppato una cultura della Protezione civile che, in termini positivi, è profondamente diversa da quella che avevamo nel 2011. È stato compiuto un percorso molto importante, ma non possiamo fermarci qui”.
La commemorazione delle vittime dell’alluvione sarà anche l’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future. “Domenica commemoreremo le vittime di quella terribile tragedia, perché la memoria deve continuare a essere un monito per lavorare, progredire e dare risposte sempre più efficaci. Lo faremo insieme a tutte le istituzioni e, in particolare, al Dipartimento nazionale della Protezione civile, che sarà presente anche a un convegno dedicato al percorso compiuto in questi quindici anni”. Durante l’incontro saranno ripercorsi gli interventi sulla cultura della prevenzione e sulla consapevolezza nella gestione del rischio, oltre a essere presentato il progetto di fattibilità tecnica ed economica del polo logistico.
Giampedrone rivendica anche il lavoro di coordinamento tra i diversi livelli istituzionali: “Un ringraziamento va a tutti i sindaci che hanno lavorato con me in questi undici anni, perché la consapevolezza e la diffusione della cultura della Protezione civile tra le istituzioni sono elementi fondamentali per la gestione del sistema di emergenza. Tra il Dipartimento nazionale, la struttura regionale, le prefetture e i sindaci deve esserci una collaborazione totale, e negli ultimi quindici anni abbiamo dimostrato quanto possa essere efficace. Il modello adottato in Liguria è diventato un punto di riferimento a livello nazionale nella gestione delle emergenze e della fase successiva”.
L’assessore precisa infine la funzione della nuova struttura, distinguendola dagli spazi già esistenti per le attività dei volontari. “Il polo non ha nulla a che vedere con i punti di ritrovo o le aree di aggregazione dei volontari già presenti sul territorio, che hanno una propria funzione e continueranno a svolgerla. Si tratta, invece, di una struttura dedicata alla logistica e alla formazione, che troverà la propria espressione nel nuovo polo di Brugnato”.
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