Coldiretti La Spezia rilancia e sostiene con forza la mobilitazione promossa da Coldiretti a Bruxelles contro le politiche dell’attuale Commissione europea, giudicate sempre più distanti dalle reali esigenze dell’agricoltura, della pesca e dei territori. Giovedì 18 dicembre sarà presente anche una delegazione di agricoltori e operatori del settore ittico spezzini, a difesa di un patrimonio produttivo e ambientale unico nel panorama ligure e nazionale. “Il territorio spezzino”, dichiarano Marco Lucchi, presidente di Coldiretti La Spezia, e Paolo Campocci, Direttore, “è un sistema agricolo e produttivo di straordinario valore, che va dall’olivicoltura alla viticoltura, passando per aree strategiche come la Piana di Sarzana, la zona collinare di Varese Ligure e l’intera Riviera di Levante. È un’agricoltura che vive in equilibrio con il paesaggio e che rappresenta un presidio fondamentale tra i monti dell’Appennino Ligure e il mare, alle spalle del Golfo dei Poeti e lungo crinali terrazzati che sono veri e propri polmoni verdi della Liguria”.
Un modello produttivo che si distingue anche per la forte vocazione alla produzione biologica, in particolare nelle Valli del Vara e della Magra, dove si concentrano coltivazioni di ortaggi, frutta, erbe aromatiche, olive e vite, espressione di un’agricoltura sostenibile che richiede tutele specifiche e politiche mirate. “Tutti i nostri comparti soffrono le conseguenze di scelte europee che aumentano vincoli e costi, senza garantire adeguati strumenti di sostegno e senza difendere realmente il prodotto locale”. I tagli ipotizzati alla Pac, l’assenza di reciprocità negli accordi commerciali e una visione europea sempre più distante dai territori rischiano di compromettere un equilibrio delicato, costruito nel tempo grazie al lavoro di migliaia di imprese agricole e ittiche. “Per questo”, concludono Lucchi e Campocci, “domani, 18 dicembre, saremo a Bruxelles: per difendere l’agricoltura delle nostre vallate, le produzioni di qualità, e per chiedere un’Europa che riconosca il valore di territori come quello spezzino. Penalizzare queste realtà significa indebolire la tutela ambientale, la sicurezza alimentare e l’identità stessa della Liguria”.