Una cappa di calore opprimente e un cielo dal retrogusto sahariano hanno avvolto il Golfo e il suo entroterra in quella che si attesta come una delle giornate più calde dell’estate. “Basta alzare lo sguardo verso l’alto per capire la natura dell’ondata in corso: quella caratteristica patina lattiginosa che ha velato il sole per tutta la giornata è il segno inconfondibile della polvere in sospensione, trasportata dalle correnti africane direttamente dal deserto del Sahara”, spiega a CDS Emiliano Ragonesi, di MeteoSpezia.com.
Arpal ha reso noti gli esiti delle osservazioni effettuate con il Lidar – Light Detection and Ranging permettono di seguire anche lo sviluppo verticale del fenomeno. A partire dalla tarda mattinata di ieri, lo strato di polvere sahariana, inizialmente presente a quote intorno ai 3.000 metri, ha progressivamente interessato quote sempre più basse, fino a raggiungere gli strati prossimi al suolo nelle ore successive.
Questo progressivo abbassamento è coerente con quanto osservato dalla rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria. Le centraline Arpal hanno infatti registrato un graduale aumento delle concentrazioni di PM10 sul territorio ligure, con valori orari particolarmente elevati nella mattinata di oggi, venerdì 28 agosto.
L’evento è risultato ancora più evidente considerando il particolato totale sospeso (Pts). Le misure disponibili a Genova e Porto Venere, in grado di rilevare particelle di dimensioni maggiori rispetto al PM10, hanno evidenziato concentrazioni più elevate, indicando la presenza di una componente relativamente grossolana delle polveri trasportate.
La deposizione delle particelle ha avuto anche effetti facilmente visibili: polvere di origine desertica si è depositata su automobili, balconi e strade.
A rendere la giornata particolarmente pesante non è stata solo la temperatura reale, ma soprattutto l’elevato tasso di umidità, che ha fatto schizzare verso l’alto l’indice di calore percepito dalla popolazione.

La conferma arriva dai dati raccolti da Arpal, come il 99 per cento di umidità registrato ieri notte alla Rocchetta di Lerici, e dalle parole dell’esperto spezzino.
“Secondo i dati raccolti dalle stazioni meteo professionali della rete di MeteoSpezia.com, nel capoluogo spezzino si sono toccati i 39°C percepiti. Situazione ancora più estrema nelle vallate interne: a Riccò del Golfo la colonnina del percepito ha raggiunto il picco di 41°C”, aggiunge Ragonesi.

Quanto durerà ancora questa fase critica? Ragonesi invita a resistere ancora per poco: “La morsa dell’afa proseguirà per le prossime 24-36 ore , prima che si inneschi un graduale cambio di scenario. La svolta non porterà un crollo imminente delle temperature massime – i pomeriggi continueranno infatti a essere ben caldi – ma garantisce un calo deciso dei tassi di umidità relativa. Una differenza sostanziale che permetterà di tornare a respirare: le notti diventeranno meno afose consentendo di riposare meglio, mentre al primo mattino l’aria risulterà decisamente più gradevole e godibile”.
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