A Milano nasce il nuovo Spezia, con Stillitano pronto ad incontrare i candidati alla dirigenza

Con qualche ora di anticipo rispetto alla tabella di marcia definita negli ultimi giorni, Charlie Stillitano è rientrato in Italia. Un arrivo che, paradossalmente, rappresenta comunque un ritardo rispetto ai programmi iniziali del presidente americano, atteso già la scorsa settimana e invece sbarcato soltanto in queste ore a Milano. Un viaggio rimandato, giorni di riflessione e confronti continui con Thomas Roberts, prima di entrare finalmente nella fase decisiva della ricostruzione dello Spezia. Perché è proprio adesso che il club bianco inizia a prendere forma. Tra Milano e La Spezia, nelle prossime quarantotto ore, Stillitano getterà le basi del nuovo assetto sportivo della società, incontrando i candidati destinati a guidare la ripartenza aquilotta dopo una stagione complessa e un finale che ha inevitabilmente accelerato ogni valutazione interna.

Il presidente sarà in sede mercoledì, ma già tra oggi e domani sono previsti i colloqui più importanti. Sul tavolo c’è innanzitutto la scelta del nuovo responsabile dell’area tecnica, figura che raccoglierà l’eredità di Stefano Melissano, con cui la separazione verrà formalizzata nei prossimi giorni. Ma non solo. Lo Spezia vuole infatti ricostruire quasi da zero tutta la propria struttura sportiva, a partire da un’area scouting che negli ultimi anni è stata progressivamente svuotata fino a sparire dal centro del progetto tecnico.

Charlie Stillitano e Thomas Roberts

Nelle ultime settimane Stillitano ha lavorato a stretto contatto con Thomas Roberts per studiare nel dettaglio i conti del club, analizzare margini operativi e delineare il budget a disposizione per la prossima stagione. Un passaggio fondamentale, perché consentirà al presidente di presentarsi agli incontri con un quadro economico finalmente più definito, elemento inevitabilmente decisivo per convincere i profili individuati a sposare il progetto Spezia. Il nome da cui ripartirà il club resta ancora coperto, almeno ufficialmente. La speranza, però, è che la priorità sia stata individuata nella conoscenza profonda di una categoria che a Spezia manca da quasi quindici anni e che oggi richiede competenze specifiche, relazioni consolidate e capacità di lavorare in un contesto completamente diverso rispetto a quello vissuto dal club nell’ultimo ciclo.

Tra questi nomi, nonostante lo straordinario pedigree, non figura Ariedo Braida, accostato allo Spezia forse più per il rapporto personale che lo lega a Stillitano che per reali sviluppi concreti. Tra i due i contatti non sono mai mancati durante la stagione, anche nei momenti più delicati dell’annata spezzina, compreso quel mese di ottobre che avrebbe poi portato all’esonero di Luca D’Angelo. Ma i confronti tra il presidente dello Spezia e l’attuale direttore dell’area sportiva del Ravenna sono sempre rimasti nell’ambito dei consigli e delle valutazioni informali, senza che venisse mai proposta una carica all’interno del club bianco. Adesso però il tempo delle riflessioni lascia spazio alle decisioni. E da Milano, in queste ore, passa una parte importante del futuro dello Spezia.

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