La rivoluzione del calciomercato è compiuta, il margine di errore è minimo, la partita di sabato contro l’Entella un bivio fondamentale. Il tempo per raddrizzare una stagione nata malissimo è sempre meno per lo Spezia di Roberto Donadoni, allenatore che ha chiesto e ottenuto un profondo restyling della rosa a gennaio e a cui da oggi si chiede di guidare una svolta che non ha ancora saputo portare da quando siede sulla panchina aquilotta.
La media di 1,18 punti a partita che ha costruito da inizio novembre in poi non basterà a salvarsi. Lo comanda il ritmo del campionato, che viaggia al passo della scorsa stagione. Servono 43-44 punti per sperare di evitare i play out; sotto i 40 si piomba probabilmente diretti in serie C senza neanche l’appello dello spareggio. Significa che lo Spezia deve tenere una media di circa 1,5 punti a giornata da qui alla fine per cavarsela. Ovvero grossomodo non perderne più di 5, vincerne almeno 6 e pareggiare le altre. Non impossibile, di certo non facile.
L’inizio del 2026, con i nuovi già in campo, non ha lasciato buone sensazioni. Anzi. Pochi passi avanti dal punto di vista del gioco. Ma soprattutto non si vede il cambio di passo dal punto di vista della sicurezza in campo, che si costruisce in settimana a Follo. Non c’è quel senso di rigenerazione e di linea tracciata che invece arrivò nel 2024. Forse manca la vittoria di peso, come fu il 2-3 di Pisa in quel campionato.
E’ qualcosa che ha percepito sicuramente la piazza, che nel post Sampdoria ha inondato social e bar del nome di Luca D’Angelo, il tecnico che un’impresa del genere la costruì due anni fa da posizione ancora più complicata partendo dalla testa dei calciatori. E’ ancora sotto contratto, ha allenato un gruppo molto diverso dall’attuale ma ha ancora i suoi senatori nello spogliatoio. A ben vedere, senza i clamorosi errori di Sarr contro Padova e Monza, avrebbe probabilmente avuto una media punti poi non troppo distante dall’attuale.
Il club oggi vive soprattutto dell’asse di ferro Stillitano-Donadoni, che è pur sempre un’interurbana da 6.500 chilometri per quanto il presidente newyorchese abbia chiaramente preso a cuore il compito, anche con senso di responsabilità presso l’amico e finanziatore Roberts. Chissà quanto tenuti al corrente dalla dirigenza italiana dell’umore generale, che appare per nulla buono per chi vive la pancia profonda della città. C’è da capire quanto lo Spezia Calcio sia pronto a fare ancora scelte nette nel caso la barca dovesse continuare a fare acqua, a mettere in discussione anche Donadoni se l’andazzo dovesse continuare. Il tempo è davvero poco. Sabato prossimo contro la Virtus Entella è già un bivio con un solo risultato.