Sette nuovi casi di Peste suina africana tra i cinghiali in Liguria e due in Piemonte. È questo il quadro che emerge dall’aggiornamento dei controlli dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta che porta a 1.958 il numero complessivo di positività riscontrate negli animali selvatici dall’inizio dell’emergenza. Resta invece invariato il numero dei focolai negli allevamenti suinicoli, fermo a quota nove.
In Piemonte l’incremento riguarda due nuovi casi individuati in provincia di Alessandria, uno nel Comune di Molare e uno a Predosa. Con queste ultime segnalazioni, il totale regionale sale a 796 positività. Anche in questo aggiornamento non vengono segnalati nuovi focolai negli allevamenti, un dato che conferma la tenuta delle misure di biosicurezza adottate sul territorio.
È più consistente l’aumento registrato in Liguria, dove sono stati accertati sette nuovi casi di Psa tra i cinghiali. Tre positività riguardano la provincia di Genova, nel Comune di Serra Riccò, che sale così a trenta casi complessivi. Un nuovo caso è stato rilevato nel Comune di Savona, portando il totale locale a venti. Tre positività, infine, sono state riscontrate nel Comune di Rocchetta di Vara, alla Spezia, dove si tratta dei primi casi ufficialmente accertati.
Proprio con le nuove segnalazioni della Val di Vara cresce ulteriormente il numero dei Comuni interessati dal virus: salgono infatti a 188 le amministrazioni in cui è stata osservata almeno una positività alla Peste suina africana.
Al 14 dicembre, nell’entroterra spezzino sono stati registrati 31 casi tra Maissana (4), Sesta Godano (3), Varese Ligure (16), Zignago (5) e, appunto Rocchetta, a conferma di una diffusione che continua a interessare in modo particolare le aree interne e montane.