Forse le stagioni non rispettano più i vecchi riferimenti e anche l’autunno spezzino potrebbe aver smarrito le sue mezze misure. A fare paura, oltre a un contesto meteorologico in fase di studio dalla fisica atmosferica si insidiano altre preoccupazioni, a partire dai rincari dell’energia riportati da Arera e dall’accensione dei riscaldamenti che potrebbero pesare enormemente sulle tasche degli spezzini. Le giornate si sono accorciate con il ritorno dell’ora solare e le temperature hanno registrato un primo calo, interrompendo una lunga fase segnata dal grande caldo: per le alte temperature non si parla più di episodi isolati, ma di una situazione costante.
Le tendenze sub-stagionali del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare (diffuse con l’emissione del fine settimana) delineano l’evoluzione del mese attraverso quattro fasi distinte. Per questi primi giorni di novembre, un’anomalia positiva del geopotenziale sul centro-ovest del continente devia il flusso principale, mentre correnti di aria più fredda di origine polare interessano il Mediterraneo centro-orientale. Per il Settentrione e la Liguria il quadro indica precipitazioni al di sotto della media e un campo termico temporaneamente sottomedia.
La mappa atmosferica cambierà poi nel corso delle settimane successive, con il progressivo ripristino delle correnti occidentali umide e temperate e un generale riallineamento dei valori termici alle medie del periodo. Questo calo termico attuale si colloca infatti in un contesto segnato da valori medi elevati. I dati ufficiali di monitoraggio regionali confermano che l’estate appena trascorsa è stata tra le più calde registrate in Liguria, con scostamenti termici significativi rispetto ai decenni precedenti e numerose giornate di caldo estremo. Anche la prima parte d’autunno ha prolungato questa tendenza con un’ottobrata che alla Spezia ha toccato i 28,5 gradi, prima della svolta di questi giorni.
Sulla costa la neve resta un ricordo, ma sulle alture dell’entroterra le quote più alte hanno già visto le prime spolverate a Zeri e al Cerreto. La transizione riapre la partita dei riscaldamenti. La riaccensione dei termosifoni incontra la spesa energetica: la memoria presentata alla Camera dal presidente di Arera ha evidenziato il rialzo dei prezzi all’ingrosso di gas ed elettricità, con picchi del prezzo unico nazionale saliti oltre i 200 euro al megawattora. Nel territorio spezzino il calendario delle accensioni entra nella fase operativa, con Comuni come Monterosso che hanno autorizzato l’avvio anticipato degli impianti. La Regione ricorda che la manutenzione resta un obbligo decisivo per prevenire rischi da monossido di carbonio, garantire l’efficienza e contenere i consumi.
Il quadro si completa sulla strada. Le spolverate in quota ricordano la distanza tra il litorale e le zone interne. Dal 15 novembre al 15 aprile scatta l’obbligo di pneumatici invernali o catene a bordo su diversi tratti, compresa la via Aurelia tra Riccò del Golfo e Sestri Levante. Più che per la neve, la precauzione serve per le insidie del ghiaccio e per l’asfalto reso scivoloso dal crollo termico notturno. La provincia si attrezza ad affrontare i prossimi mesi, tra l’incognita del cielo e le scadenze della vita quotidiana.
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