Asl 5, nuova tecnologia per la chirurgia epatica: Fondazione Carispezia dona un dissettore a ultrasuoni di ultima generazione

La Chirurgia dell’Asl 5 conta su uno strumento di nuova generazione per gli interventi epatici. Fondazione Carispezia ha donato un dissettore elettrochirurgico a ultrasuoni al reparto di Chirurgia Generale dell’Ospedale Sant’Andrea, potenziando la struttura. La nuova apparecchiatura, presentata oggi nella sede della Fondazione, consente interventi più sicuri, minori perdite ematiche e un recupero più rapido.

Alla conferenza erano presenti il presidente della Fondazione Carispezia, Andrea Corradino; il direttore sanitario della Asl 5, Pamela Morelli; e il direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Generale, Cosimo Feleppa.

Il presidente di Fondazione Carispezia Andrea Corradino ha ricordato il percorso avviato dalla Fondazione nel settore sanitario: “Tre anni fa la Fondazione ha deciso di includere la sanità pubblica tra i propri settori di intervento, avviando una collaborazione continua con l’Asl 5 che in questi anni si è tradotta nella donazione di diverse apparecchiature. Anche questa nuova tecnologia contribuisce a rafforzare l’eccellenza del reparto di Chirurgia del nostro ospedale, aggiungendosi alle dotazioni già presenti e potenziandone le capacità operative. Sappiamo di avere un ospedale con professionalità di altissimo livello, che oggi lavorano in una struttura che speriamo possa essere migliorata in futuro con la costruzione del nuovo ospedale. È fondamentale però che queste eccellenze siano messe nelle condizioni migliori per operare, e questo passa anche dalla disponibilità di attrezzature adeguate. Per questo la Fondazione ha ritenuto che il percorso sviluppato insieme all’Asl 5 fosse quello giusto da portare avanti in questi anni.”

Il direttore sanitario Pamela Morelli ha evidenziato come la nuova dotazione si inserisca nel processo di rinnovamento avviato dall’azienda sanitaria: “La nuova dotazione strumentale va proprio nella stessa direzione del percorso che l’Asl 5 sta portando avanti, un percorso sempre più efficace che punta a ristrutturare e rafforzare il personale medico. Le nuove tecnologie sono fondamentali anche per attirare giovani medici nei nostri ospedali. Inoltre, si tratta di strumenti importanti per ottimizzare gli interventi e migliorarne l’esito. In questi giorni la chirurgia dell’Asl 5 è diventata la prima in Italia per la riduzione della mortalità chirurgica dopo gli interventi di colon. Il percorso che stiamo intraprendendo in tutte le nostre strutture è davvero all’avanguardia ed è caratterizzato da grande attenzione sia verso il personale sia, naturalmente, verso tutti i nostri pazienti”.

Il nuovo dissettore a ultrasuoni permette una separazione estremamente precisa dei tessuti grazie alla combinazione di energia ultrasonica, aspirazione e coagulazione monopolare. Preserva vasi e strutture biliari, riduce i sanguinamenti e migliora le condizioni post-operatorie. È utilizzabile in chirurgia tradizionale, laparoscopica e robotica e può essere impiegato su fegati sani, cirrotici o trattati con chemioterapia.

Lo strumento è entrato in uso da poche settimane, ma la Chirurgia generale lo ha già impiegato in almeno quattro interventi, tra cui operazioni sul fegato per tumori benigni e maligni. Il dottor Cosimo Feleppa ha approfondito alcune caratteristiche dello strumento, spiegando come la nuova tecnologia si sia subito rivelata altamente efficace:
“I vantaggi di questa tecnologia sono molteplici. Innanzitutto riduce in maniera significativa i tempi chirurgici: interventi di asportazione di lesioni o tumori maligni del fegato che normalmente duravano due o tre ore possono oggi essere completati in 20–30 minuti, e in alcuni casi anche meno. Lo strumento riduce il sanguinamento intraoperatorio e soprattutto limita in modo drastico la fuoriuscita di bile, che rappresenta una delle principali complicanze degli interventi epatici. Le fistole biliari, infatti, sono complicanze classiche di questo tipo di chirurgia: con questa tecnologia vengono ridotte e, nella maggior parte dei casi, quasi azzerate. I vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale sono quindi davvero importanti. Nonostante ci siamo dotati di questo dispositivo da relativamente poco tempo, lo abbiamo già pienamente inserito nella nostra pratica. Finora abbiamo eseguito alcuni interventi, tra cui la rimozione di un grande tumore benigno del fegato sinistro in un paziente giovane: l’epatectomia sinistra è stata completata in un tempo record di circa 19 minuti. Abbiamo inoltre trattato diverse lesioni maligne, in particolare metastasi da tumori del colon. Questo strumento non solo riduce il rischio di mortalità nel postoperatorio, ma consente anche una dimissione più rapida. Le perdite di sangue sono minime e il rischio di fistola biliare è quasi annullato. Può essere utilizzato nella chirurgia tradizionale, ma dà il meglio soprattutto nella chirurgia mini-invasiva, in particolare nella chirurgia robotica e laparoscopica, che rappresenta uno dei nostri punti di forza. È una tecnologia fondamentale sia per gli interventi sui tumori del colon sia per la patologia epatica.”

La donazione si colloca nel percorso con cui Fondazione Carispezia sostiene il rafforzamento del sistema sanitario locale, puntando sull’innovazione tecnologica e sulle esigenze del territorio. Un impegno che proseguirà anche nei prossimi anni.

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