“Stagione dei traghetti stabile e segnali positivi. Il mare può alleggerire il traffico, ma servono risorse”

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La stagione 2026 della navigazione nel Golfo della Spezia, le prospettive di potenziamento dei collegamenti via mare come alternativa al traffico su strada, il ruolo dei finanziamenti pubblici e le opportunità offerte dal turismo internazionale. Sono alcuni dei temi affrontati da Roberto Bertogna, dirigente del Consorzio Marittimo Turistico Cinque Terre Golfo dei Poeti, intervistato da Matteo Cantile per Blue Talk, il format di RLV – La Radio a colori, dedicato al mare, alla sua sostenibilità e alle sue economie, nell’appuntamento settimanale uscito questa mattina. Nel confronto, Bertogna traccia un bilancio di una stagione caratterizzata da una sostanziale stabilità dei collegamenti e da una lieve preferenza per l’approdo del Terrizzo, sull’isola Palmaria, rispetto al Pozzale. Ma guarda soprattutto al futuro della mobilità nel Golfo: ampliare il servizio oltre la stagione estiva è possibile, a patto di individuare le risorse necessarie e affrontare nodi come l’accessibilità agli imbarchi e i parcheggi di interscambio. Spazio anche all’esperienza positiva del collegamento serale gratuito del venerdì con Lerici, pensato per ridurre l’uso dell’auto e favorire la sicurezza, e alle prospettive del turismo straniero, tra i mercati di Olanda e Belgio da intercettare con proposte sempre più mirate.

Cominciamo con quella che è la stagione 2026: come sono andati i vostri collegamenti, che sono parte integrante dell’immaginario e della storia del Golfo della Spezia?
“I collegamenti all’interno del Golfo della Spezia sono rimasti stabili rispetto agli anni precedenti, con un leggero aumento, una leggera preferenza nei confronti dell’isola Palmaria, lato Terrizzo, più che Pozzale. Credo che questa stabilità sia dovuta principalmente al caro carburante, che ha portato le persone a rimanere più in zona rispetto a viaggiare. Un numero maggiore anche di persone magari locali che, invece che fare vacanze lontane, hanno preferito il nostro mare”.

E da fuori, che tendenze si sono viste quest’estate? Da dove vengono insomma i passeggeri di queste imbarcazioni?
“Sicuramente i primi sono italiani, poi, come stranieri, abbiamo le nazioni limitrofe, quindi la Francia, un po’ di Austria e Svizzera, qualcosa dalla Germania e poi dai Paesi del Nord, come Olanda e Belgio”.

Le rotte sono tradizionali, come fate ad analizzare, come studiate le rotte migliori, magari proprio per venire incontro anche al numero di frequenze, per venire incontro alle modificate necessità da parte della clientela?
“Ormai sono linee che esistono da decenni. Ogni anno cerchiamo, in base alle esigenze e alle percentuali di traffico, di modificare alcuni orari per venire incontro alle esigenze o piuttosto di dare dei collegamenti in coincidenza. Quello che abbiamo fatto negli ultimi anni all’interno del Golfo è di dare coincidenza a diverse località che prima ricevevano divise.

Una curiosità, c’è anche qualcuno che lo utilizza come forma di pendolarismo? Ci sono spezzini che utilizzano questi servizi banalmente per andare al lavoro?
“Sì, più sul lato della costa di Porto Venere, quindi per andare a lavorare al Pozzale o al Terrizzo”.

A tal proposito, si è molto spesso parlato della possibilità di estendere questo tipo di viabilità, quasi in sostituzione del mezzo pubblico o, auspicabilmente, del mezzo privato. Voi che cosa ne pensate?
“Noi siamo in costante contatto con tutti e tre i Comuni del Golfo, per cercare di trovare una soluzione al collegamento del Golfo. Se siamo favorevoli? Sui tre Comuni principali, La Spezia, Lerici e Porto Venere, e i loro approdi, è difficilissimo che ci siano dei problemi dovuti alle condizioni meteomarine. Chiaro che in casi di condizioni estreme, sì, però rispetto ad altri, come può essere il tratto di mare delle Cinque Terre in mare aperto, sicuramente è molto più semplice lavorare e mantenere il servizio. Sulle frazioni, invece, è più complicato. Penso a Tellaro, San Terenzo, per come sono disposte, rendono più difficile il mantenimento di quel servizio. Però, ripeto, sui tre Comuni principali non ci sono grosse problematiche.

State già pianificando qualcosa di un pochino più operativo per il futuro?
Stiamo cercando di trovare un accordo con tutti e tre i Comuni per ampliare sicuramente quello che già esiste d’estate. Chiaramente, per un servizio costante all’interno del Golfo ci vogliono dei finanziamenti, perché altrimenti il servizio non starebbe in piedi solo con i biglietti.

Anche perché il biglietto non potrebbe costare cifre enormi. Sarebbero probabilmente quasi sempre abbonamenti per chi deve utilizzare il servizio ogni giorno.
“Le imbarcazioni che utilizziamo all’interno del Golfo arrivano a trecento posti e oltre, giusto per dare una misura. Nel periodo invernale bisognerebbe mantenere delle tariffe calmierate per i residenti, che già noi facciamo a nostre spese d’estate. Però una cosa è farlo d’estate, una cosa è andare d’inverno solo con delle tariffe agevolate e cercare di portare dei pendolari: è molto più complicato”.

Sarebbe comunque un servizio che può veramente togliere tanta gente dalle strade. E’ chiaro che poi i finanziamenti sarebbero anche più legati all’ambiente e al traffico, al di là di ogni altra considerazione.
“Devo dire che la problematica di Spezia, perché diciamo che nelle frazioni uno poi arriva a Cadimare e praticamente prende tutto il paese, è quella dei parcheggi. Perché noi abbiamo un solo attracco, che è l’imbarco di Santa Maria, i battelli partirebbero da lì e, per riuscire a veicolare i cittadini a prendere il battello e utilizzarlo come mezzo di trasporto alternativo, ci vuole anche che i cittadini arrivino all’imbarco. Chiaramente uno da Valdellora o da Migliarina deve comunque prendere un mezzo. Oppure un parcheggio di interscambio. Ci vorrebbe un parcheggio di interscambio, quello sarebbe veramente il massimo. Però è chiaro che stiamo un po’ fantasticando, perché stiamo mettendo insieme tante cose diverse che devono succedere per poterle realizzare”.

Invece, un esperimento positivo è il collegamento serale gratuito del venerdì su Lerici. Legato a quest’idea c’è un tema legato alla sicurezza: andate pure a divertirvi, andate a cena, a ballare poi tornate con l’imbarcazione. Questo ovviamente toglie rischi anche dalla guida notturna.
“E’ nato come esplicita richiesta da parte della giunta di Lerici, in particolare dalla vicesindaca Ghigliazza. Ci ha chiesto di fare questo collegamento sia per portare i cittadini a muovere sicuramente meno la macchina, quindi anche per una questione di sicurezza, sia per vivere Lerici anche di sera, quindi per avere meno traffico. È stata un’iniziativa che ha funzionato e che, se dovessimo trovare l’intesa con il Comune, riproporremo anche il prossimo anno, e si spera in modo più consistente rispetto a quest’anno”.

Siete reduci dal roadshow di Amsterdam. Com’è andata?
“Come consorzio, partecipiamo a diverse fiere e roadshow. Cerchiamo di variarle, ne teniamo alcune fisse, che sono il BIT di Rimini, il BIT di Milano e il TTG di Rimini, a cui partecipiamo tutti gli anni. Le altre, in base anche a come vediamo l’andamento delle richieste dei turisti, cerchiamo di cambiarle. Abbiamo fatto Amsterdam e Bruxelles, un roadshow di due giorni organizzato dalla Camera di Commercio. Noi presentavamo il nostro prodotto sia come navigazione sia come territorio e ci confrontavamo con i buyer: il primo giorno in Olanda e il secondo giorno in Belgio.

Che cosa è emerso?
“Richieste differenti. Gli olandesi preferiscono organizzarsi tutto da soli, muoversi in macchina. Hanno bisogno di riviste e blogger per organizzarsi autonomamente la vacanza, mentre i belgi sono più propensi a viaggiare molto di più rispetto agli olandesi. Si muovono anche loro in macchina, ma non disdegnano il treno. Preferiscono, però, viaggiare in piccoli gruppi anziché da soli. Da noi è un mercato non ancora maturo, quindi abbiamo bisogno di intercettare le loro richieste.

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