Manfredi, il guasto al cambio ferma la rimonta al Bol d’Or: ritiro dopo otto ore e mezza

L’ultimo appuntamento stagionale del Mondiale Endurance 2026 è andato in scena sul velocissimo e sinuoso tracciato del Circuit Paul Ricard, in Francia, con la 24 Ore del Bol d’Or. Per Kevin Manfredi si trattava della nona stagione consecutiva nel Mondiale Endurance. Proprio sul circuito transalpino, lo scorso settembre, Kevin e il team RAC41 Kaedear Dafy Honda avevano conquistato il titolo di vicecampioni del mondo Superstock.

Anche quest’anno il pilota spezzino arrivava all’appuntamento finale in piena lotta per il titolo, occupando la terza posizione nella classifica Superstock. L’obiettivo era chiaro: puntare alla vittoria della gara e raccogliere il maggior numero possibile di punti per la classifica iridata.

Fin dalle prove libere, Kevin, il team RAC41 e Andreani Group hanno lavorato esclusivamente in configurazione gara, girando con la moto con il pieno di carburante e pneumatici usati: un lavoro mirato a perfezionare il setup e l’elettronica per rendere la Honda #41 veloce, costante e soprattutto guidabile nell’arco di tutte le 24 ore. Nelle due sessioni di qualifica, il tempo sul giro secco non era la priorità; il team ha proseguito il programma in ottica gara, chiudendo rispettivamente in sesta e terza posizione nelle qualifiche del Gruppo Blu, di cui faceva parte Kevin.

Visti il feeling e la velocità dimostrati, la squadra ha affidato nuovamente al pilota ligure il compito di affrontare la partenza. Kevin ha risposto nel migliore dei modi: al termine del primo stint, dopo un’ora di gara, la Honda #41 era già al secondo posto di categoria. Anche nei tre stint successivi, fino all’arrivo della notte, Manfredi ha imposto un ritmo molto competitivo, consentendo a RAC41 di rimanere stabilmente nella Top 3 Superstock per le prime otto ore e mezza di gara.

Quando la corsa sembrava ormai incanalata secondo i piani, è emerso un problema tecnico al cambio. La squadra ha tentato il tutto per tutto al box per riparare la CBR1000RR e consentirle di rientrare in pista, con l’obiettivo di completare la prova e tentare una complessa rimonta. Purtroppo, nonostante gli sforzi incessanti dei tecnici, alle 00.30 la RAC41 Kaedear Dafy Honda è stata costretta al ritiro definitivo. Una conclusione amara dopo oltre un terzo di gara condotto costantemente al vertice della categoria Superstock.

“C’è molto amaro in bocca, ma purtroppo queste gare sono così, la sfortuna è sempre dietro l’angolo… Non è stato un errore nostro a causare il guasto, e questo conferma che abbiamo fatto tutto al meglio. Sono comunque orgoglioso di questa stagione: sono stato più veloce e completo su ogni circuito rispetto allo scorso anno e so di aver dato il 100% sempre, dimostrando di essere tra i riferimenti della Superstock in ogni condizione, senza mai commettere sbavature”, ha commentato Manfredi. “Nelle prove e in qualifica al Paul Ricard non cercavamo il giro secco, ma la strategia ha pagato in gara, dove siamo rimasti sempre nella Top 3 e riuscivamo a percorrere un giro in più prima di ogni sosta rispetto agli avversari. Sarebbe stato bello festeggiare nuovamente sul podio e confermarci nei primi tre del Mondiale, ma spero sia solo un appuntamento rimandato. Mi sento in ottima forma e darò tutto me stesso anche la prossima stagione per raggiungere il mio obiettivo”.

Concluso il FIM Endurance World Championship 2026, l’annata sportiva di Manfredi non finisce qui: il pilota spezzino sarà al via dell’ultimo appuntamento del Campionato Italiano Velocità, dove in sella alla Ducati dell’Atomico Racing Team ha già conquistato un podio al Mugello. L’appuntamento decisivo è fissato per il weekend del 10-11 ottobre sul circuito di Vallelunga.

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