Laghezza alla guida degli Industriali: “Peso, visione e presenza per far crescere il territorio. Aree Enel e militari da utilizzare quanto prima”

Il suo sarà un mandato che lui stesso definisce “in continuità” con quello del predecessore Mario Gerini, ma con l’obiettivo di imprimere un’accelerazione su presenza pubblica, capacità di visione e partecipazione ai dossier strategici per lo sviluppo del territorio. L’elezione di Alessandro Laghezza a presidente di Confindustria La Spezia, arrivata l’altro ieri al termine di un iter lungo mesi, apre dunque una fase nuova per l’associazione degli industriali.

Fra le priorità, Laghezza indica infatti l’ulteriore crescita della base associativa e una maggiore presenza nella vita cittadina, “aumentandone la visibilità anche a livello comunicativo”. È un percorso già avviato, che negli ultimi sei anni ha visto aumentare in modo significativo il numero delle imprese iscritte, ma che ora va consolidato su entrambi i filoni, quello delle iscrizioni e quello comunicativo: “Penso a una Confindustria sempre più presente nelle partite strategiche per la città. Intendo aumentare peso e visibilità dell’associazione per esprimere la nostra capacità di visione a favore del territorio. Oltre a supportare le imprese, ovviamente”.

La sua elezione rappresenta anche un riscatto personale, dopo il primo tentativo di dieci anni fa: “È cambiato il contesto, ma sono cambiato anche io. Avevo lo stesso entusiasmo di oggi, ma non avevo appreso a pieno la complessità del mondo confindustriale. Non mi ero preparato adeguatamente e non avevo ascoltato abbastanza tutte le aziende. Ritengo di essere molto maturato per le esperienze fatte in questi anni. Sono partito dall’ascoltare tutti i comparti produttivi e ho trovato un apprezzamento che si è realizzato nel voto”.

Laghezza descrive l’associazione di Via Roccatagliata Ceccardi come una comunità composita e coesa: “La fiducia dei colleghi di tutti i settori mi ha riempito di soddisfazione. Mi approccio con entusiasmo e voglia di lavorare per il mio territorio. Una struttura di persone che porta nel cuore Confindustria. Devo riconoscenza ad Ance, a cui mi sento particolarmente legato per la qualità delle imprese e l’umanità del presidente Alberto Bacigalupi. Cito le piccole e medie imprese con la presidente Sara Filippetti, una persona esperta e dinamica. I giovani, con la presidente Silvia Costa, sono quelli che hanno messo più entusiasmo nel condividere la mia candidatura e condividerò il loro entusiasmo. Infine la portualità, un mondo che ha fornito un importante contributo a questa associazione a cominciare dalla figura di Giorgio Bucchioni”.

Il nuovo presidente respinge l’idea di un’economia spezzina sbilanciata: “La blue economy è il traino della nostra economia, ma quella spezzina non è una monocoltura. Abbiamo esempi di leadership a livello mondiale nei superconduttori, nell’elettronica, nella cantieristica, nella nautica, nella meccanica avanzata, nella logistica e nella portualità, nelle costruzioni che operano anche altrove, nei servizi e fino all’ecosistema turistico”. Da qui la necessità di “guardare a tutte queste imprese, alle grandi perché sono le presenze guida, alle medie che dimostrano grande dinamicità nella ricerca e alle piccole, che hanno bisogno di supporto per entrare nelle grandi filiere e vincere la sfida della crescita dimensionale”.
La fotografia che Laghezza fa del territorio è quella di un’area che cresce con ritmi superiori al resto della Liguria: “Dati che ci agganciano alle province più dinamiche del Nord Italia”. Ma per continuare servono risposte su tre pilastri: personale, aree produttive, infrastrutture.

Sul fronte del capitale umano, la priorità è attirare e trattenere giovani qualificati: “La ricerca del personale, in particolare giovane, è centrale. Ci sono grandi prospettive per il settore difesa e per quello della cantieristica. Qua si può vivere bene e fare carriera, questo il messaggio che dobbiamo proiettare all’esterno. Dobbiamo far crescere il nostro polo universitario. Ho incontrato un gruppo di studenti del corso di laurea di design nautico. Sono venuti qua per studiare e trovare lavoro nei grandi cantieri della nautica. Oltre ad attrarre giovani motivati come loro, bisogna anche portare qui giovani imprenditori che possano realizzare qui le proprie idee”.

Sul tema delle aree produttive inutilizzate o sottoutilizzate, Laghezza intende mettere mano a un disegno generale: “Proporre un grande affresco dell’utilizzo delle zone sottoutilizzate o dismesse”. L’area Enel è al centro della riflessione: “Oltre 70 ettari. Dobbiamo accelerare una finalizzazione del reimpiego. È vero che la partita sembra giocarsi altrove, ma bisogna velocizzare. È sicuramente area di interesse per l’industria della difesa, ma auspico possa ospitare anche nuovi insediamenti, magari in porzioni più piccole. Mi aspetto che si affidino subito le porzioni già oggi utilizzabili e che Enel compia uno sforzo economico per bonificare e rendere disponibili anche le altre aree”.
Poi l’arsenale, altra mucca nel corridoio del tessuto economico spezzino: “È sottoutilizzata. Non chiediamo di ridimensionare la presenza della Marina Militare, che rimane strategica, ma si apra alla filiera della difesa e magari in futuro anche ad altre aziende che potrebbero usufruire di parte di quei 120 ettari dell’arsenale. Quando esisterà il polo del refitting, non vedo perché le aziende dell’indotto non possano insediarsi all’interno della base”.

Capitolo infrastrutture: “Si pensa sempre alle grandi opere, ma la viabilità di secondo livello è fondamentale per le imprese”. Qui Laghezza richiama “le risorse garantite dalla convenzione con Concessioni del Tirreno” e l’urgenza di un bypass che eviti il blocco totale del sistema viario “se si blocca la bretella La Spezia-Santo Stefano”. La bretella Santo Stefano-Ceparana e il tunnel Vallegrande-Arcola vengono indicati come elementi capaci di “creare un’area unica”.

Sul porto e la logistica, Laghezza guarda alla Zona logistica semplificata: “La Zls sarà un grande volano per il territorio. Il porto genera economia, ma un’area logistica garantisce un valore aggiunto. Stiamo attendendo la nomina del commissario, che potrebbe essere lo stesso presidente Pisano”.

Tra i dossier condivisi con Ance, Laghezza cita anche il progetto di recupero del patrimonio abitativo: “Un progetto in fieri in fase di costruzione. Il concetto è semplice: ci sono centinaia e forse migliaia di abitazioni affittate a uso turistico. A volte per mettere la casa sul mercato bisogna adeguarla dal punto di vista impiantistico. Affittare con contratti di medio e lungo termine espone il proprietario al rischio di mancato pagamento. L’idea è supportare il proprietario nei piccoli lavori, garantire il pagamento e un canone accessibile”.

Quanto ai rapporti con la Regione, Laghezza definisce “positivo, anche a livello personale” il rapporto con il presidente Marco Bucci e con l’assessore Giacomo Giampedrone: “Gli spezzini possono far bene quando vengono chiamati a Genova e svolgere ruoli generali e credo che lo dimostreranno anche prossimamente”.

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