Migranti, il Pd chiede chiarezza sui cinque posti previsti in un Cpr alla Spezia. Guerri: “Attendiamo ulteriori atti ministeriali”

Il Partito democratico chiede chiarimenti sulla possibile attivazione alla Spezia di posti di detenzione amministrativa nell’ambito dell’applicazione del nuovo Patto europeo sull’asilo e l’immigrazione. L’interrogazione presentata dal gruppo consiliare Pd prende le mosse da una circolare del ministero dell’Interno che individua, tra le strutture di accoglienza “già attive e in corso di stabilizzazione”, anche La Spezia, con cinque posti sui 72 complessivamente previsti in Liguria. Nel documento si chiede inoltre se vi siano interlocuzioni in corso con il ministero o con gli altri Comuni liguri coinvolti e se sia prevista alla Spezia la nascita di un nuovo Cpr.

A rispondere è stato l’assessore alla Sicurezza Giulio Guerri, che ha ricondotto la questione alle competenze della Prefettura. “In riferimento alla pratica in oggetto, che ovviamente viene trattata per competenza di legge dalla Prefettura, lo stato attuale della stessa è costituito dall’informativa fatta dal Prefetto nel corso di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nel mese di giugno, dove ha dato atto della circolare pervenuta alle Prefetture dal ministero degli Interni, e comunicato di restare in attesa di ulteriori atti ministeriali su cui aggiornare lo stesso Comitato”, ha spiegato Guerri.

Una risposta che non soddisfa la capogruppo del Pd Martina Giannetti. “Abbiamo ricevuto una risposta stringata in sole cinque righe, in cui dice solo che la pratica è nota, ma non se c’è stata interlocuzione con ministero o Regione”, commenta Giannetti.
“Deriva tutto dal nuovo Patto sull’asilo e sull’immigrazione, e questo lo sappiamo, ma mi auguravo ci fosse un confronto con i territori. Non dico una concertazione sulla posizione dell’Italia sul tema, ma almeno sulla parte applicativa, magari attraverso Anci”.
Secondo Giannetti, dalla risposta dell’assessore non emergono gli eventuali passaggi avvenuti con le altre istituzioni né viene chiarito se esista il rischio che alla Spezia possa essere realizzato un Cpr senza un coinvolgimento diretto dell’amministrazione comunale. “La risposta dell’assessore, che è giunta dopo un rimbalzo tra colleghi dimostrando ancora di più che l’amministrazione non ha risposte da fornire, non fa capire se ci sono stati questi passaggi e se c’è rischio che venga realizzato il Cpr senza che il Comune tocchi palla”.
Restano inoltre, secondo la capogruppo, diversi interrogativi sulle modalità con cui il sistema potrebbe essere organizzato. “Nel caso, come verrà fatto? Una struttura regionale o più strutture provinciali. Non c’è niente di chiaro”, aggiunge Giannetti, che in conclusione non esclude ulteriori iniziative consiliari: “Vista la risposta forse ci sarà un question time sul tema”.

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