Le Case della Comunità stanno registrando un aumento degli accessi in Liguria. Tra gennaio e luglio 2026 sono stati 65.069 gli accessi diretti complessivamente rilevati nelle strutture regionali. Il dato è passato dai 2.664 accessi di gennaio ai 20.696 di luglio.
La crescita riguarda soprattutto la provincia della Spezia, dove le strutture dell’Asl 5 hanno registrato 18.234 accessi nei primi sette mesi dell’anno, il dato più alto tra le aziende sanitarie liguri. Alle spalle dell’Asl 5 c’è l’Asl 3, con 18.173 accessi nello stesso periodo.
Il dato assume un peso ancora maggiore se rapportato alla popolazione. L’Asl 5, che serve 211.766 abitanti, ha raggiunto 861 accessi ogni 10.000 abitanti nel periodo gennaio-luglio, il valore più elevato della Liguria.

Anche il mese di luglio conferma il maggiore utilizzo delle strutture nello Spezzino. Gli accessi sono stati 4.647, pari a 219,4 ogni 10.000 abitanti. Seguono l’Asl 1 con 168,1 accessi ogni 10.000 abitanti, l’Asl 4 con 158,1, l’Asl 2 con 140 e l’Asl 3 con 96,1.
L’andamento dell’Asl 5 mostra una crescita degli accessi dopo la flessione registrata a febbraio. A gennaio erano stati 1.368, scesi a 1.016 a febbraio. Da marzo il numero è progressivamente aumentato: 1.680 accessi a marzo, 2.356 ad aprile, 3.175 a maggio, 3.992 a giugno e 4.647 a luglio.
Rispetto a gennaio, gli accessi di luglio risultano quindi più che triplicati, con un aumento del 239,7%.
Tra le strutture dell’Asl 5 si distingue la Casa della Comunità Hub della Spezia di via XXIV Maggio, che, secondo i dati regionali, ha registrato il maggior numero di accessi in Liguria per quanto riguarda l’assistenza primaria.

“Le Case di Comunità vengono incontro ad un’importante esigenza di cura dei cittadini in un momento in cui la mancanza dei Medici di Medicina Generale si fa sentire. Il dato che ci vede primi in Liguria – commenta Alessandro Sarteschi, direttore generale di Asl 5 – è senz’altro anche dovuto al grande lavoro di squadra che è stato fatto in questi mesi non solo per aprire le Case di Comunità nel rispetto dei tempi del PNRR, ma per gestirle nella modalità più appropriata che è quella di instaurare rapporti con il terzo settore e creare percorsi di cura multidisciplinari e prese in carico soprattutto per pazienti fragili e cronici. Ringrazio, quindi, non solo i nostri tre direttori di distretto con i loro staff sanitari e amministrativi che con passione collaborano ogni giorno per offrire alla cittadinanza un servizio che si sta rivelando sempre più utile e vicino alla gente, ma anche i Medici di Medicina Generale che si sono impegnati in prima persona nelle Case di Comunità”.
“I riscontri sugli accessi sono positivi soprattutto perché si confermano in crescita costante un mese dopo l’altro – sottolinea Marco Bucci, presidente della Regione Liguria -. L’introduzione di queste strutture nel sistema sanitario è una novità che richiede una sempre maggior conoscenza da parte dei cittadini dei servizi offerti e dell’opportunità di rivolgersi alle Case della Comunità per problematiche a non alta complessità e urgenza. Regione Liguria è impegnata in una capillare opera di informazione ed è importante sapere che siamo sulla strada giusta. La crescita di accessi ha sicuramente sgravato in parte la pressione sui pronto soccorso, ma ha anche contribuito ad aumentare il servizio: i cittadini hanno ricevuto un maggior numero di risposte alle loro esigenze dal sistema sanitario regionale”.
“I dati sul numero di accessi ai medici di medicina generale ci raccontano – dichiara l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò – che sempre più persone, ogni giorno, si recano alle Case della Comunità. Ci raccontano che su tutto il territorio ligure, senza eccezioni, si sta beneficiando di un’assistenza sanitaria di prossimità innovativa, frutto di un grande investimento economico e umano. Presentiamo questi dati non solo per celebrare un successo, ma per ringraziare tutti i medici di medicina generale gli infermieri che li affiancano ogni giorno con passione e professionalità. Le Case della Comunità sono un punto di riferimento per i servizi sociosanitari sul territorio e, grazie all’impegno di Regione, Ats, Comuni, ordini professionali e terzo settore, lo diventeranno sempre di più”.
“Le Case della Comunità – spiega il direttore generale di Ats Liguria Marco Damonte Prioli – sono strutture pensate per dare risposte sempre più vicine alle cittadine e ai cittadini, dove possono trovare servizi adeguati e tempistiche più rapide. Rivolgersi ai punti di prossimità significa ricevere assistenza senza dover ricorrere necessariamente all’ospedale, garantendo una presa in carico che guarda sia all’aspetto sanitario sia a quello sociale. Pertanto, la presenza dei medici di medicina generale, ai quali va il mio plauso, sta dando un contributo importante all’universo delle Case della Comunità”.
Alle parole del direttore generale di Ats Liguria fanno eco quelle del direttore sociosanitario di Ats Liguria Pierluigi Vinai: “E’ una questione di abitudine del cittadino a rivolgersi a quel luogo quando ha un problema: il tema è quello di non andare al pronto soccorso, se mi viene qualcosa, deve diventare spontaneo e abituale andare lì, come andare dal farmacista. Andare alla Casa della Comunità è gratuito e non c’è bisogno di prescrizione medica o prenotazione. Le Case della Comunità stanno iniziando a essere quei luoghi dove trovare risposte e consulti semplici, un connubio che evidenzia l’unione tra la vocazione sociale e sanitaria. Sono presidi sul territorio vivi, un vero e proprio punto di riferimento per la cittadinanza”.

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