Dopo un’estate segnata da piogge quasi assenti e temperature troppo elevate, la stagione fungina entra nel vivo. Le abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni hanno finalmente imbevuto i terreni e restituito la tanto cara umidità ai boschi della Liguria di Levante e delle zone confinanti.
Per i fungaioli è quindi arrivato il momento più bello dell’anno: si scaldano i muscoli, si preparano cestini e scarponi e si torna a puntare la sveglia alle quattro del mattino, per godersi lo spettacolo dei panorami, del bosco e dei suoi frutti alle prime luci dell’alba.
Non solo gli amati e ricercati porcini. Tra poco nei cestini, e poi sulle nostre tavole, potrebbero finire anche i galletti (Cantharellus cibarius), gli apprezzatissimi ovoli (Amanita caesarea) e diversi funghi del genere Russula, come la colombina verde (Russula virescens) e la colombina viola (Russula cyanoxantha).
Val di Magra, Lunigiana, Val di Vara e Val d’Aveto saranno ancora una volta tra le zone più frequentate dagli appassionati, pronti a tornare negli ambienti boschivi che in Liguria offrono una grande varietà: dalle querce e dai castagni di bassa quota fino alle faggete e alle abetaie di montagna. Dopo la pioggia, per una buona fruttificazione saranno però importanti anche l’umidità notturna e delle temperature favorevoli, idealmente comprese tra i 12 e i 24-25 gradi.
Importante anche affrontare le uscite con un’attrezzatura adeguata, soprattutto quando ci si inoltra nei boschi più isolati. Un GPS, un dispositivo per comunicare anche in assenza di segnale telefonico e persino un semplice fischietto possono essere preziosi in caso di difficoltà. Meglio inoltre evitare abbigliamento mimetico o dai colori troppo scuri e preferire capi ben visibili, così da facilitare l’individuazione da parte del Soccorso Alpino e degli altri enti preposti alle operazioni di ricerca e soccorso in caso di smarrimento o incidente.
Insomma, dopo settimane di attesa, nei boschi si comincia davvero a fare sul serio. Una raccomandazione resta però fondamentale: con i funghi non si scherza. Se si hanno dubbi sulla specie raccolta, è sempre opportuno rivolgersi a un Ispettorato micologico per una corretta determinazione e valutazione prima del consumo.
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