La situazione sulla strada provinciale 530 “Napoleonica” è “ormai diventata insostenibile”. A denunciarlo, ancora una volta, sono le segreterie e le Rsa di Uiltrasporti e Cobas, che intervengono dopo gli ultimi incidenti registrati lungo la strada, dall’auto ribaltata a Fezzano allo scontro avvenuto all’altezza dell’abitato di Cadimare tra un autobus di Atc Esercizio e un veicolo in sosta irregolare.
Per i due sindacati, la combinazione di traffico intenso, carreggiate ristrette e sosta selvaggia sta creando condizioni di difficoltà per la circolazione e, in particolare, per gli autisti del trasporto pubblico, “costretti spesso a compiere manovre difficili per riuscire a garantire il servizio, con il rischio di incidenti e di possibili responsabilità”.
La questione, secondo Uiltrasporti e Cobas, riguarda però anche la sicurezza complessiva della strada. Un eventuale blocco della circolazione infatti comprometterebbe il passaggio dei mezzi di emergenza. “Un veicolo fermo o una situazione di congestione possono ostacolare o rallentare il transito di ambulanze, Vigili del fuoco e forze dell’ordine”, sottolineano le sigle. “In caso di emergenza, anche pochi minuti possono essere determinanti. Per questo la libera percorribilità della Napoleonica deve essere considerata una questione di sicurezza pubblica”.
Da qui la richiesta di un intervento urgente e coordinato da parte della Provincia della Spezia, del Comune della Spezia e del Comune di Porto Venere, attraverso maggiori controlli contro la sosta irregolare, una presenza più costante della Polizia locale nei punti critici e, soprattutto, interventi strutturali per migliorare la sicurezza e garantire il regolare transito degli autobus.
I sindacati chiedono inoltre che vengano definite procedure chiare per tutelare gli autisti quando le condizioni della viabilità rendono impossibile effettuare una corsa in sicurezza. “Non è accettabile che gli autisti debbano scegliere tra il rispetto del Codice della strada e la necessità di garantire un servizio pubblico essenziale”, affermano Uiltrasporti e Cobas. “La sicurezza non può essere affidata alla capacità del singolo conducente di trovare ogni volta una soluzione a una situazione di emergenza”.
“Non è soltanto una questione di traffico: è una questione di sicurezza pubblica e tutela dei lavoratori”, concludono le organizzazioni sindacali. “Gli autisti del Tpl non possono continuare a pagare per le inadempienze altrui. Servono risposte immediate, prima che sia necessario intervenire ancora una volta dopo l’ennesimo incidente”.
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