“Adesso basta. Lo stabilimento di Panigaglia va chiuso immediatamente”. È la richiesta del Comitato per l’immediata dismissione del rigassificatore di Panigaglia, che torna ad attaccare il Piano di emergenza esterna dello stabilimento dopo due incidenti avvenuti a distanza di appena due giorni sulla Sp 530, la cosiddetta Napoleonica.
“Lunedì 17 un’auto si è ribaltata sulla Sp 530 creando pesanti disagi al traffico”, ricorda il comitato. “All’ennesimo incidente nella stretta e tortuosa strada, fortunatamente senza vittime, abbiamo nuovamente posto la domanda: com’è possibile continuare a considerare la Napoleonica una strada adatta all’emergenza? E affermato: possibile che non provi vergogna chi difende il Piano di emergenza esterna dello stabilimento di Panigaglia e chi afferma che la ‘Napoleonica’ è perfetta per scappare? Eppure qualche domanda dovrebbero farsela, in primis il comando dei Vigili del fuoco, visto che ogni volta deve intervenire per la messa in sicurezza della strada”. Secondo il comitato, a queste contestazioni non sarebbe arrivata “nessuna risposta, oltre a parecchie censure”.
“Stamattina, quindi dopo solo due giorni, un altro incidente ha bloccato la sola strada che collega La Spezia e Porto Venere, ossia l’unica via di fuga e di soccorso in caso di incidente”, prosegue il comunicato, richiamando l’aggiornamento del Piano, approvato dal Comitato tecnico regionale per la Regione Liguria il 17 novembre 2022 e successivamente dal prefetto della Spezia.
È proprio sul contenuto e sull’applicazione del Piano di emergenza esterna che il Comitato concentra una parte delle proprie critiche. “Il Piano pare che non sia conosciuto, né da chi l’ha redatto/approvato, né da chi l’ha ricevuto”, sostiene il comitato, ricordando che tra i destinatari figurano la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile; il Ministero per la Protezione Civile e le Politiche del Mare – Gabinetto; il Ministero dell’Interno – Gabinetto, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza; il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Gabinetto; il Ministero della Salute – Gabinetto; l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale; la Presidenza della Giunta Regionale della Liguria; la Presidenza della Provincia della Spezia; i Comuni di Porto Venere e della Spezia; la Direzione Regionale Vigili del Fuoco Liguria; il Comando Provinciale Vigili del Fuoco della Spezia; la Questura della Spezia; il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri della Spezia; il Comando Provinciale della Guardia di Finanza della Spezia; il Comando Interregionale Marittimo Nord La Spezia; il Comando Capitaneria di Porto della Spezia; il Centro Nautico e Sommozzatori della Spezia; il Comando Sezione Polizia Stradale della Spezia; la Presidenza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale – Porto della Spezia; la Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Locale 5; la Direzione del Presidio Ospedaliero del Levante Ligure dell’Asl 5; il Servizio 118 dell’Asl 5; Arpal – Agenzia Regionale per l’Ambiente della Regione Liguria – Genova; la Direzione Esercizio Liguria Levante di e-distribuzione La Spezia; la Direzione Terna Spa, sede di Torino e la Direzione dello Stabilimento Gnl Italia Spa di Porto Venere.
Nel mirino del comitato c’è anche la politica territoriale. “La visita del ministro alla Sicurezza ambientale è stata la prova lampante che le istituzioni governative considerano il nostro territorio come sede ideale per collocare tutto ciò che è rifiutato dalle istituzioni territoriali non spezzine. “Il dramma è che gli amministratori della Regione, della Provincia e dei Comuni di Porto Venere e della Spezia, nonostante l’importante ruolo conferitogli dal Pee, si rifiutano (anche solo) di essere informati sui pericoli che rappresentano per la popolazione locale lo stabilimento di Panigaglia e le attività ad esso collegate, da loro approvate e/o accettate supinamente”.
Il comitato critica inoltre il ruolo della proprietà dello stabilimento: “Sulla proprietà dello stabilimento non si può contare, perché è bel lieta di tale situazione e del business che ne deriva e pure della difesa d’ufficio che a turno viene fatta da molti dei destinatari del Pee”.
Da qui la richiesta di un intervento da parte degli organismi chiamati a garantire sicurezza, salute, ambiente e mobilità. “A fronte di cotanta reverenziale sudditanza, deve intervenire chi per legge (e per il Pee) è destinatario della sicurezza e della salute dei cittadini, dell’ambiente e della mobilità, acquea e terrestre. Infatti, non è normale che i cittadini debbano rivolgersi alla Procura della Repubblica a causa dell’ignavia delle istituzioni”.
La domanda finale è rivolta direttamente ai Vigili del fuoco, ai Carabinieri e alle forze di polizia: “Vorranno dunque i Vigili del fuoco, i Carabinieri e la Polizia di Stato, stradale e locale finalmente segnalare che la Sp 530 è una strada che non può assolvere il ruolo fondamentale previsto dal Piano di emergenza esterna, in quanto non può garantire la fuga dei cittadini e neppure i soccorsi? Chiederanno (per tale motivo, ma ce ne sono altri) l’immediata chiusura dello stabilimento di Panigaglia e attiveranno almeno le procedure di loro competenza?”.
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