“Puntuale come una festa di precetto o come una rata alla scadenza, anche quest’anno Manarola e Vernazza, hanno dovuto pagare dazio alla mancanza di un adeguato impianto di fognatura. Per l’ennesima volta queste località hanno hanno dovuto arrendersi ai colibatteri, polifsfati ecc. L’esito dei prelievi eseguiti ha stabilito il superamento dei limiti, conseguentemente le amministrazioni comunali interessate hanno dovuto emettere in tutta fretta e nel bel mezzo della stagione balneare ordinanze che impedivano in alcune zone la balneazione, privando così residenti e turisti di quel minimo di refrigerio utile a superare queste giornate torride.
Ancora una volta, l’immagine delle Cinque Terre che ricordiamo essere Parco Nazionale e Area Marina Protetta viene deturpata, ancora una volta, per questo ennesimo grave danno d’immagine non ci sarà un responsabile non ci saranno risarcimenti. Ogni avvenimento oggi finisce immediatamente sotto l’impietosa lente dei social e specie nel settore del turismo questi fatti alla lunga possono rivelarsi deleteri specie se si verificano con allarmante puntualità”.
Lo afferma in una nota la Comunità Marinara Cinqueterre, commentando quanto avvenuto nei giorni scorsi.
“Lo stato di estrema usura delle condotte/reti fognarie di gran parte delle Cinque Terre è cosa nota e incontestabile, siamo altresì certi che se i prelievi anziché essere fatti nelle attuali zone venissero effettuati nell’immediato sotto costa vicino allo sbocco dei canali, le ordinanze di chiusura per superamento limiti sarebbero molto più numerose specie nel periodo estivo (esponenziale aumento degli utilizzatori) sia per l’estrema carenza d’acqua nei canali (lunghi periodi di siccità).
Bisognava intervenire prima per adeguare le reti fognarie – proseguono dalla Comunità Marinara Cinqueterre -, ci auguriamo che questa strada venga intrapresa finalmente al più presto, però contemporaneamente siamo consci che anche se ciò si realizzasse rappresenterebbe il minimo sindacale, di conseguenza ci chiediamo: un territorio Parco Nazionale e Area Marina Protetta può aspirare a qualcosa di meglio di un semplice rispetto delle normative? E ancora, un territorio come il nostro che oltre a produrre ricchezza per se stesso è stato nel corso degli anni volano economico di altre realtà confinanti, merita di possedere un impianto di depurazione acque reflue a cinque stelle anzi a 5 bandiere azzurre?
Per noi di CM5T le risposte sono chiare da tempo: sì il nostro territorio non solo merita queste attenzioni, ma queste attenzioni se le è largamente guadagnate. Riteniamo che l’argomento depurazione sempre marginale e quasi scansato nelle ultime campagne elettorali di tutti tre i comuni, divenga punto centrale dei futuri programmi elettorali”.
“Comunità Marinara nell’anno 2017, conscia delle difficoltà derivanti dall’affrontare tale problema, specie per i nostri piccoli uffici tecnici comunali, aveva proposto alla Regione Liguria assessore Giampedrone alla presenza di: Vittorio Alessandro ex presidente Parco e Amp Cinque Terre e agli ex sindaci di Monterosso Moggia e di Vernazza Resasco e all’attuale sindaco di Riomaggiore Pecunia, di farsi carico della progettazione di un sistema di depurazione territoriale da realizzarsi dietro attento e preciso studio in modo tale da scegliere la migliore soluzione tra quelle realizzabili sia in ordine tecnico che economico.
Tale proposta è contenuta nella voluminosa relazione predisposta da CM5T e consegnata direttamente brevi mani a ciascuno degli amministratori sopra richiamati, è conservata agli atti da Comunità Marinara Cinqueterre.
Se tale proposta fosse stata presa in considerazione – si legge nella nota – il progetto avrebbe potuto forse trovare copertura economica nel PNRR con buona pace di ATO e ACAM.
Sì, la depurazione nelle Cinque Terre è possibile, difficile sia tecnicamente che economicamente ma sicuramente realizzabile. Chi non vuole realizzarla trovi altre scuse. Certo è che un argomento di tale complessità e importanza non può essere e non deve essere richiesto solo da una piccola associazione come CM5T, ma deve trovare sponda e larghissimo supporto da parte di tutte le associazioni territoriali di ogni genere e tipo, deve trovare sostegno da ogni cittadino residente delle Cinque Terre.
Riteniamo che nel trattare questo o altri argomenti specie quelli ambientali, non deve prevalere l’appartenenza politica o economica, in gioco c’è il nostro futuro sia ambientale che economico, l’ordine di elencazione non è casuale”, conclude la Comunità Marinara Cinqueterre.
The post Cinque Terre, la Comunità Marinara: “Depurazione, basta emergenze: serve un impianto a cinque stelle” appeared first on Città della Spezia.