Marola, Giannetti attacca Peracchini e Cimino: “Il problema della concessione era noto da mesi, ma hanno tenuto la città all’oscuro”

Dopo la replica dell’associazione “Porticciolo di San Vito”, anche il Partito democratico interviene sulle dichiarazioni del sindaco Pierluigi Peracchini riguardo alla vicenda delle concessioni del porticciolo di Marola e della barriera anti-intrusione della Marina militare. A prendere posizione è la consigliera comunale Martina Giannetti, a nome del gruppo consiliare dem.
“Le parole del sindaco arrivano come un macigno, con un ritardo che pesa sulle spalle dei cittadini di Marola. Da mesi ormai abbiamo sollevato in Consiglio il tema del rinnovo delle concessioni, affrontato anche durante le assemblee pubbliche organizzate con i residenti. In quelle occasioni, però, dall’assessore Cimino e dallo stesso sindaco erano arrivate rassicurazioni, come se il problema non solo non esistesse, ma fossimo noi a porlo in modo pretestuoso e allarmista. Oggi, dopo le polemiche esplose durante il Palio del Golfo, veniamo a scoprire invece che il problema non solo era reale e noto dallo scorso dicembre, ma anche che è ben più grave di quanto l’amministrazione abbia voluto raccontare”.

Secondo il Pd, l’amministrazione avrebbe perso l’occasione di coinvolgere il Consiglio comunale in una posizione condivisa nei confronti della Marina militare.
“Per mesi, per non dire anni, abbiamo chiesto trasparenza e abbiamo invitato la maggioranza a coinvolgere il Consiglio comunale in una presa di posizione chiara e unitaria nei confronti della Marina militare, nell’interesse esclusivo della comunità di Marola. Quell’occasione c’era ed è stata consapevolmente ignorata, pur conoscendo perfettamente lo stato delle cose, volutamente occultato. La maggioranza ha scelto di non costruire una posizione condivisa della città, preferendo minimizzare la situazione e liquidare le preoccupazioni dei cittadini con rassicurazioni che oggi vengono clamorosamente smentite dagli stessi amministratori”.

Giannetti sostiene che, se davvero il rinnovo delle concessioni rappresentava il nodo centrale della vicenda, il Comune avrebbe dovuto affrontare apertamente la questione quando vi erano ancora margini di intervento.
“Se davvero il rinnovo delle concessioni rappresentava il nodo decisivo, come il sindaco oggi sostiene, allora era dovere dell’amministrazione dirlo con chiarezza quando ancora c’era il tempo per agire, coinvolgere il Consiglio comunale e fare fronte comune. Invece si è preferito aspettare che esplodesse il caso, lasciando i marolini nell’incertezza e tradendo in questa vicenda la propria profonda inadeguatezza politica e amministrativa”.

Infine, la capogruppo Pd ribalta al sindaco il richiamo alle responsabilità istituzionali. “Oggi il sindaco chiede ad altri di assumersi le proprie responsabilità, ma dimentica che la prima responsabilità era quella di informare la città, costruire un’azione istituzionale forte e difendere per tempo gli interessi dei cittadini, marolini e non. Farlo adesso, quando il danno è ormai evidente – considerato che senza titolo concessorio non soltanto il Comune non gestisce più nulla, ma addirittura integra un’occupazione abusiva – e le tensioni sono esplose, è semplicemente troppo tardi: cosa intende fare il Comune se la Marina, esercitando una propria prerogativa, non dovesse rinnovare la concessione? Se qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità di fronte a Marola e alla città, quindi, evidentemente i primi a farlo dovranno essere proprio Peracchini e Cimino”.

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