Il Consorzio Canale Lunense ha incontrato i rappresentanti di Coldiretti, Cia Agricoltori Italiani, Confagricoltura e Terraviva per fare il punto sulla disponibilità idrica del fiume Magra e sulle prospettive della stagione irrigua. Alla riunione hanno partecipato la presidente Francesca Tonelli, il direttore Corrado Cozzani e il vicepresidente Lucio Petacchi.
Il quadro delineato durante l’incontro ha confermato che la capacità di prelievo non è ancora compromessa, ma ha evidenziato anche la fragilità di un sistema totalmente dipendente dalla portata del fiume. Gli interventi di ammodernamento della rete realizzati negli ultimi anni hanno migliorato la distribuzione e ridotto le dispersioni, consentendo di affrontare meglio le criticità rispetto alle crisi del 2017 e del 2022, ma non rappresentano l’unica soluzione.
Le associazioni agricole hanno evidenziato le conseguenze economiche della carenza d’acqua, che interessa non soltanto le coltivazioni della piana, ma anche i pascoli delle aree interne e di alta quota, con ripercussioni sulla zootecnia. Dal confronto è emersa la necessità di superare la gestione delle emergenze e di rafforzare la capacità del territorio di affrontare periodi di siccità prolungata.

Tra le soluzioni valutate figurano grandi invasi, laghetti aziendali o pluriaziendali e micro-invasi temporanei, eventualmente alimentati dal canale e coordinati dal Consorzio. È già stato avviato, inoltre, un progetto per la realizzazione di un mini-invaso a Castelnuovo Magra, possibile primo tassello di una programmazione più ampia. L’altra direttrice riguarda l’irrigazione di precisione, attraverso tecnologie capaci di utilizzare l’acqua in modo mirato e adeguato alle reali esigenze delle colture, coinvolgendo anche le scuole e il mondo della formazione.
Queste indicazioni hanno trovato conferma nell’incontro promosso a Firenze dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale con il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, al quale il Consorzio Canale Lunense ha partecipato con la presidente Francesca Tonelli e il direttore Corrado Cozzani. Ad accogliere il ministro è stata la segretaria generale dell’Autorità, Gaia Checcucci, che ha richiamato il ruolo dell’ente nella conoscenza delle fragilità del territorio, nella pianificazione delle risorse idriche e nell’individuazione di interventi capaci di contrastare gli effetti sempre più frequenti della siccità.

Nel corso del confronto è stata ribadita la necessità di passare dalla gestione dell’emergenza a una strategia fondata sulla prevenzione, sulla programmazione e sulla predisposizione di progetti concreti e immediatamente attuabili. In questo percorso assumono particolare rilievo la collaborazione tra Autorità di Bacino, Consorzi di bonifica e istituzioni locali, l’aumento della capacità di trattenere e conservare l’acqua e il ricorso anche alle esperienze sviluppate in altri Paesi europei.
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